Era l’ultima tappa della Global Ocean Race 2011/2012, la più breve, ma non per questo la più facile. Poche ore dalla partenza siamo stati travolti da una tempesta tropicale con venti oltre i 50 nodi. Poi finalmente abbiamo navigato a favore di Corrente del Golfo, che però infingarda si diramava con reflussi contrari, infine una brutta burrasca che ci diede non poche preoccupazioni.

Burrasca
La burrasca che avremmo affrontato nelle 48 ore successive

Quello che segue è il diario di bordo in cui direi lucidamente decidiamo di puntare a Sud per evitare il peggio della burrasca e risparmiare la barca, stanca dopo un giro del mondo. Quando il fronte freddo di questa depressione ci raggiunse subimmo un’ingavonata fenomenale. Un’onda frangente prima ci mandò in planata poi, a fondo corsa ci schiantammo contro il muro d’acqua dell’onda avanti a noi mentre il frangente ci travolgeva.

Traguardo della Global Ocean Race dopo la burrasca
Traguardo della Global Ocean Race dopo la burrasca

Marco Nannini: La barca si piantò letteralmente nell’acqua fermandosi del tutto. La tormentina di prua, travolta dall’onda ce la fece e ne risultò uno strappo che fui costretto a riparare. Una riparazione lunga e difficile, ma la vela ci serviva ancora, e la si vede bene, con la sua cicatrice nella foto in cui tagliamo il traguardo della tappa consacrando il secondo posto di tappa ed assoluto alla regata.

Forte burrasca travolgera’ la flotta nelle prossime ore

Ricorderò sicuramente questa quinta tappa della Global Ocean Race come quella in cui il tempo si è espanso, non siamo neanche a meta’ strada ma sento come se fossi in barca da nove mesi consecutivi. Forse l’anticipazione della fine imminente di tutta la regata fa strani scherzi con la mia mente, o forse semplicemente è colpa delle condizioni meteo che abbiamo incontrato, fra le più frustranti di tutta la regata.

Le condizioni variabili della corrente del Golfo
Le condizioni variabili della corrente del Golfo

Dopo esserci portati al comando nei primi giorni di regata siamo stati superati, come purtroppo avevamo previsto, da Cessna. Siamo riusciti a stargli vicino per parecchio tempo poi abbiamo perso terreno molto rapidamente. Una sequenza di piccole decisioni e pieghe del meteo che ci hanno tutte giocate contro, prima eravamo troppo a sud in venti più
leggeri.

Quando finalmente abbiamo trovato aria più intensa a nord ci siamo imbattuti in una zona in cui la corrente del golfo curvava ed era contraria, dandoci quasi 36 ore in cui il flusso avverso raggiungeva a volte anche due nodi e mezzo facendoci probabilmente perdere oltre 50 miglia solo cosi’.

Il fronte freddo associato alla burrasca

Quando il vento è ruotato a nord dopo il fronte freddo della burrasca Cessna ha trovato
le sue condizioni ideali ed ha spiccato il volo, l’abbiamo osservata bruciare le miglia ma i nostri occhi erano gia’ distratti da una nuova e ben più seria preoccupazione. Il modello meteo aveva iniziato a prevedere una forte depressione in formazione alcuni giorni più avanti confermata ad ogni successivo bollettino e data in approfondimento con venti di
almeno 40 nodi ma forse anche di più’.

Ancora una volta la mia attenzione è passata dalla regata alla sicurezza nostra e della barca. Indipendentemente dalla posizione in cui finiamo in questa tappa avremmo ottenuto il secondo posto nella classifica generale a punti ma se per un’avaria non finissimo potremmo cedere il nostro secondo posto a Phesheya.

Rotte e posizionamenti dell'ultima tappa della Global Ocean Race
Rotte e posizionamenti dell’ultima tappa della Global Ocean Race

In altre parole, il nostro obbiettivo numero uno è finire la tappa indipendentemente dal risultato, condizione essenziale per preservare il nostro posto in classifica. Le barche sono stanche dopo cosi’ tante miglia e lo siamo anche noi, quindi inutile prendersi rischi inutili. Abbiamo dunque tolto il piede dall’acceleratore e invece di lanciarci in un folle inseguimento di Cessna, abbiamo deciso di rallentare e scadere verso sud per meglio posizionarci rispetto burrasca in formazione, che dovrebbe cosi’ colpirci e superarci prima di essere ancora diventata profonda e pericolosa.

La velocità e la sicurezza

Il distacco con Cessna è aumentato rapidamente, loro devono continuare a correre per evitare il peggio e sperare che la bassa inizi a dirigersi a nord allontanandosi dalla loro traiettoria. Anche Cessna deve finire la tappa per confermare il proprio primo posto, se si ritirassero per avaria ci regalerebbero il gradino più alto del podio ma questo non possiamo
certo augurarcelo, in fondo hanno fatto una bella regata e si meritano il loro primo posto, speriamo anzi la loro scelta non li metta nei guai.

Mi rendo conto che la nostra scelta non ha molto di eroico ma ragionando a sangue freddo e calcolatore questa è la scelta più sensata per il risultato complessivo, trattare la barca come fosse di cristallo e portarla fino al traguardo e gioire di un secondo posto complessivo che mai mi sarei aspettato.

Secondo posto Global Ocean Race Marco Nannini
Secondo posto Global Ocean Race Marco Nannini

Anche se superassimo Cessna al traguardo purtroppo risulteremmo comunque secondi nella classifica a punti, la classifica cambierebbe solo se noi o loro ci ritirassimo, quindi abbiamo
piu’ da perdere che da guadagnare se decidessimo di spingere la barca al limite in un inseguimento a tutto testosterone.

Aspettando la burrasca

Ci prepariamo dunque per la sventolata dei prossimi giorni, speriamo di correre verso la francia senza far danni, ne avremo per almeno due giorni di venti molto intensi, c’è da augurarsi che il mare non diventi eccessivamente fastidioso.

Video della quinta tappa

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