Recentemente ho scritto un articolo dal titolo Regate: pionieri gli inglesi, businessmen mediatici i francesi. Da un lato ho voluto raccontare la storia di tante regate, nate in inghilterra e diventate poi francesi. La OSTAR 1960, madre di tutte le regate fu figlia del pionierismo degli inglesi Chichester ed Hasler. Fu Francis Chichester ad aprire la strata verso una regata che facesse il giro del mondo con la sua circumnavigazione del 1967 (con uno scalo in Australia). Robin Knox-Johnston vinse la Golden Globe 1968 sponsorizzata dall’inglesissimo Sunday Times, questa volta senza scalo.

Regate - Golden Globe Race 1968 - Robin Knox Johnston
Regate – Golden Globe Race 1968 – Robin Knox Johnston

Oggi la OSTAR è passata in mani francesi, la rotta modificata, non si va più contro vento e correnti prevalenti. Ho già avuto modo di criticare aspramente la nuova The Transat CIC che quest’anno si sarebbe corsa sulla nuova rotta. La regata è stata annullata causa pandemia e mi auguro che il comitato ne riveda il percorso per la prossima edizione 2024. O, perlomeno, se mantiene una rotta Europa-Charleston USA, la smetta di far rivoltare nella tomba i padri fondatori della OSTAR.

OSTAR - I fondatori
OSTAR – I fondatori

Abbiamo già parlato anche della Route du Rhum, su rotta caraibica, nata in risposta al limite di lunghezza imposto dopo la OSTAR 1976. Così come abbiamo parlato della intuizione del britannico Bob Salomon organizzatore della regata ora nota come Mini Transat. Insomma, anche il francesissimo Vendée Globe deve tutto agli inglesi.

Giro del Mondo - Golden Globe Race 1968 - Bernard Moitessier
Giro del Mondo – Golden Globe Race 1968 – Bernard Moitessier

La Golden Globe del 1968 fu una regata molto complicata. I suicidi di Donald Crowhurst e Nigel Tetley ne resero impossibile una nuova edizione in tempi brevi. La prima Vendé partì nel 1982 dopo che altre regata, fecero da apripista.

Regate - Golden Globe Race 1968 - Donald Crowhurst
Regate – Golden Globe Race 1968 – Donald Crowhurst

Il ruolo della Class40

La Class40 è senza dubbio una delle classi che ha avuto più successo negli ultimi 15 anni. Con 150 barche costruite da oltre 20 cantieri ed altrettanti designer è l’unica classe offshore non ancora totalmente francesizzata. La classe pubblica la prima versione del regolamento di stazza nel 2005 e da subito se ne vede il potenziale. Nello spazio di 2-3 anni sostituirono completamente la classe Open 50′ ormai in declino.

Giro del Mondo in Class40 - Partenza da Cape Town - Portimao Global Ocean Race
Giro del Mondo in Class40 – Partenza da Cape Town – Portimao Global Ocean Race

Queste barche dal budget alto ma non immenso come quello di un IMOCA 60, si inserivano perfettamente nel panorama offshore. Oggi, le classi si sono consolidate con una fortissima Classe Mini 650 che a breve varerà la sua millesima barca. All’estremo opposto abbiamo gli IMOCA 60 il cui fascino rimane immutato dalla prima Vendée Globe del 1982-1983. Con l’avvento dei foil questo fascino è persino aumentato come sicuramente i budget.

Giro del Mondo in Class40 - Box Rule
Giro del Mondo in Class40 – Box Rule

La Class40 si inserisce perfettamente fra le due classi e per di più ha imposto una box rule che ne limitasse i costi. Un Class40 è paragonabile ad un Mini 650 di Serie anziché ad un Proto. Certo per costruire un 40 piedi servono molti più fondi rispetto ad un Mini 650. L’unica pecca forse dei Class40 è che non rappresentano terreno di prova di nuove soluzioni tecnologiche. Queste invece le vediamo sui Mini 650 e sugli IMOCA 60.

Giro del Mondo in Class40 - BSL alla Global Ocean Race 2011-2012
Giro del Mondo in Class40 – BSL alla Global Ocean Race 2011-2012

Un giro del mondo in Class40

Sin dal suo lancio nel 2005 molti si resero conto che queste barche avevano un enorme potenziale. Storicamente fra i Mini 650 e gli IMOCA si faceva qualche stagione sui Figaro. Tuttavia per i Figaro a parte la Trasat AG2R nessuno si è mai sognato di parlare di un giro del mondo.

Classe Figaro - Alberto Bona
Classe Figaro – Alberto Bona

Storia ben diversa per i Class40, è l’inglese Josh Hall, navigatore con brevetto Vendée Globe a lanciare il primo giro del mondo per Class40.

Giro del Mondo in Class40 - Portimao Global Ocean Race 2008-2009
Giro del Mondo in Class40 – Portimao Global Ocean Race 2008-2009

La prima edizione si tiene nel 2008 con il nome di Portimao Global Ocean Race. Nella prima edizione due categorie, in solitaria su Open 40′ o in doppio su Class40. Tuttavia, è importante precisarlo, la prima edizione non aveva il benestare della Class40 che temeva incidenti a danneggiare l’immagine della nascente Classe. Nella seconda edizione di 3 anni dopo gli Open 40′ del tutto tramontati spariscono.

Giro del Mondo in Class40 - Global Ocean Race 2011-2012
Giro del Mondo in Class40 – Global Ocean Race 2011-2012

La regata, cui ho partecipato, si svolge in 5 tappe, in doppio su un percorso tradizionale per i tre grandi Capi. Stopover come Cape Town e Punta del Este richiamano alla storia della BOC Challenge. La penultima tappa verso Charleston negli Stati Uniti evita agli equipaggi il duro rientro dall’America all’Europa. Con alisei formati è inevitabile una risalita verso le Azzorre quasi tutta di bolina. La seconda edizione è sotto l’egida della Class40.

Crisi, critiche, dissensi del giro del mondo in Class40.

Dopo la prima edizione senza benestare della Class40, la seconda lo ottiene ma non mancano le critiche. La regata parte comunque, nonostante una crisi finanziaria in corso che travolge il mondo da anni. Josh Hall come organizzatore si ritrova con un budget risicatissimo, la visibilità dell’evento ne risente.

Miranda Merron e Halvard Mabire alla Global Ocean Race 2011-2012
Miranda Merron e Halvard Mabire alla Global Ocean Race 2011-2012

Gli equipaggi professionisti si lamentano, non manca qualche critica oltre le righe. Se i problemi erano economici, le dita puntano a questioni che a mio avviso non c’entravano nulla.

Giro del Mondo in Class40 - Global Ocean Race 2011-2012
Giro del Mondo in Class40 – Global Ocean Race 2011-2012

Dopo lo spostamento di un “ice gate” che ci teneva a nord degli iceberg ma costringeva alla bolina, è polemica. I due team professionisti, che dalla testa della regata sono i più colpiti dalla decisione si ritirano in combutta. A nulla è valso apprezzare lo sforzo di toglierci da una situazione tremenda.

Giro del Mondon - Burrasca a capo Horn
Giro del Mondon – Burrasca a capo Horn

Avevamo affrontato 3 burrasche consecutive tutte di bolina, il mio log di bordo segna tra 35 e 65 nodi di vento per 5 giorni consecutivi. La decisione di farci scendere sotto i centri depressionari era una scelta pesata che ci fece tirare un sospiro di sollievo.

I due team penalizzati si ritirarono lanciando critiche all’organizzazione e alla fattibilità stessa della regata. “Queste barche sono troppo piccole per affrontare questi mari, è una corsa alla morte”, si arrivò ad affermare. A nulla valse il fatto che chi proseguì non subì alcun incidente ed anzi spostando il gate evitammo una quarta burrasca di bolina. Doppiammo tutti capo Horn in sicurezza e tornammo nella calma relativa dell’Atlantico del Sud.

Giro del Mondo - Capo Horn alla Global Ocean Race 2011/2012
Giro del Mondo – Capo Horn alla Global Ocean Race 2011/2012

Un danno irreparabile per il giro del mondo di Josh Hall

La Class40 fu, parer mio, troppo lesta nell’ascoltare le voci del dissenso senza guardare ai fatti. Il giro del mondo di Josh Hall, la Global Ocean Race, era una regata fantastica, mancava solo il budget. Fu la Classe a sentire tutti gli skipper con un questionario che pareva ben mirato a calcare la mano sull’unico problema evidente. Ci fu chiesto se eravamo soddisfatti della copertura mediatica che avevamo ottenuto dall’evento.

I media all'arrivo della Route du Rhum
I media all’arrivo della Route du Rhum

C’erano anche altre domande ma il nocciolo della questione era quello. Nessuno si mise una mano sul cuore pensando che tra il 2008 e il 2012 Josh Hall organizzò non una ma due edizioni della regata. Tutto questo mentre il mondo si stava avvitando su sè stesso. La The Transat 2012 fu annullata per esempio e la Volvo Ocean Race 2011-2012 aveva appena 7 barche. Tuttavia la classe prese spunto da problemi che nulla avevano a che fare col mare e ne fece un pretesto.

Giro del Mondo - Team Vestas finisce a scogli durante la Volvo Ocean Race
Giro del Mondo – Team Vestas finisce a scogli durante la Volvo Ocean Race

Dopo un tira molla durato ancora qualche mese e con la forte ostilità della Class40 Josh Hall gettò la spugna. I problemi economici della regata erano stati evidenti agli occhi di tutti. Ma, nulla secondo me giustificava l’accanimento contro quelli che non erano problemi organizzativi di quel giro del mondo. Pertanto, riprendere le affermazioni che quel giro del mondo fosse inadatto alle barche era, sempre a mio parere, ingiustificabile.

Giro del Mondo in Class40 - Financial Crisis seconda alla Global Ocean Race 2011-2012
Giro del Mondo in Class40 – Financial Crisis seconda alla Global Ocean Race 2011-2012

Dopo il silenzio nasce un giro del mondo francese per Class40

Quando dopo qualche anno di silenzio sul fronte di un giro del mondo su Class40 sentii l’annuncio della Globe40 mi cascarono le braccia. Il percorso ho già avuto modo di criticarlo aspramente, è una baggianata mediatica con tappa niente meno che a Papeete e alle Mauritius. Rivedo tutti i miei miti del passato girarsi sbuffare e rivoltarsi. Chi nella propria tomba e per quelli ancora in vita sul divano del confinamento Covid.

Giro del Mondo - Percorso della Globe 40 organizzata dai francesi
Giro del Mondo – Percorso della Globe 40 organizzata dai francesi

La Globe40 promette un giro del mondo con tutto il glamour mediatico che era mancato alla Global Ocean Race. Il video promozionale sembra girato dalla Alpitour e non possono sfuggire le movenze delle polinesiane. Ragazzi, ma stiamo parlando di fare un giro del mondo in regata o di andare bere il Mojito? Non per essere poco costruttivo, ma francamente mi auguro la Globe 40 sia annullata per karma come la The Transat CIC.

Record Class40: giro del mondo senza scalo

Ecco però casualmente leggo un’intervista a Gaëtan Thomas, navigatore belga. Si sta preparando per un giro del mondo senza scalo su Class40. Record da battere quello di Guo Chuan di 137 giorni.

Giro del Mondo in Class40 - Ghuo Zuan stabilisce il record
Giro del Mondo in Class40 – Guo Chuan stabilisce il record

Ci sono stati anche due tentativi italiani, Matteo Miceli e Gaetano Mura che purtroppo non hanno portato a termine l’impresa. Gaetano Mura fu costretto a fermarsi in Australia dopo continui e persistenti problemi al pilota automatico.

Giro del Mondo in Class40 - Gaetano Mura
Giro del Mondo in Class40 – Gaetano Mura

Matteo Miceli perse la chiglia durante la risalita dell’Atlantico dopo aver già doppiato i tre capi. Aveva già tagliato la sua rotta in senso contrario dunque può certamente dire di aver fatto un giro del mondo.

Giro del Mondo in Class40 - Matteo Miceli durante il soccorso al giro del mondo
Giro del Mondo in Class40 – Matteo Miceli durante il soccorso al giro del mondo

Purtroppo la dura legge dei media, spesso incolti ed impreparati quando si parla di Oceano, gli riconobbe poco. Non a caso il titolo del libro che scrisse raccontando la sua impresa è “Tra capi non bastano”. Potete leggere un’intervista che gli abbiamo fatto di recente.

Giro del Mondo in Class40 - Matteo Miceli
Giro del Mondo in Class40 – Matteo Miceli

Nell’intervista di Gaëtan Thomas si fa riferimento alla “The Race Around” ed inizio a confondermi. No, non è la Globe40 del Papeete e dei Mojito e delle ballerine polinesiane. Non è neppure la The Ocean Race, irriconoscibile dopo aver perso lo storico sponsor Volvo. Cerco su Google e trovo il sito di un nuovo giro del mondo in Class40, appunto The Race Around. Salta subito all’occhio il nome di uno sponsor, Pindar, che sponsorizzò Brian Thompson.

Giro del Mondo in Class40 - Gaëtan Thomas
Giro del Mondo in Class40 – Gaëtan Thomas

Il giro del mondo torna in mani inglesi?

Letto il nome dell’imprenditore britannico appassionato di vela Andrew Pindar avrei dato per scontato la regata fosse tornata in mani inglesi. Osservando bene il sito invece si legge “Proposta Inglese” e “Proposta Francese”. Purtroppo entrambi i link rimandano ad un’area riservata che richiede una password di accesso. Il mistero certamente si infittisce, ma una cosa da subito mi rincuora, il percorso.

Giro del Mondo in Class40 - The Race Around
Giro del Mondo in Class40 – The Race Around

La rotta non credo sia ancora definitiva ma ritraccia la Global Ocean Race 2011-2012 salvo alcune variazioni. la rotta proposta attualmente ridurrebbe a 4 le tappe saltando lo stopover statunitense. Francamente quando fu il nostro turno, dopo capo Horn non vedevamo l’ora di finire. La tappa Punta del Este – Charleston evitava l’annoso problema della dura bolina durante il rientro in Europa ma allungava di troppo i tempi.

Giro del Mondo in Class40 - Boris Herrman e Felix Oehme vincitori della Portimao Global Ocean Race
Giro del Mondo in Class40 – Boris Herrman e Felix Oehme vincitori della Portimao Global Ocean Race a Charleston

Punta del Este – Charleston tuttavia fu una non-tappa. Dopo la risalita fino a Recife issammo Spi e lo tirammo giù solo tagliato il traguardo. Velisticamente parlando una tappa inutile, una lunga cavalcata, al sole, al caldo, senza sapore. La The Race Around invece vorrebbe allungare la tappa dalla Nuova Zelanda fino a Recife anzichè Punta del Este. Da lì fare poi la dura bolina di rientro con una tappa relativamente breve, Recife – Portogallo.

Giro del Mondo in Class40 - Ghuo Zuan
Giro del Mondo in Class40 – Guo Chuan

Giro del mondo – quattro o cinque tappe?

Se da un lato l’idea di saltare la tappa Americana ha molti pregi, trovo che dalla Nuova Zelanda a Recife sia molto lunga. Della Globe40 non mi dispiaceva l’idea di una tappa in zona Tierra del Fuego. Accorcerebbe la tappa dalla nuova Zelanda, molto faticosa e si potrebbe introdurre poi una Uschuaia-Recife. Da lì saltare gli stati uniti e tornare in Europa risparmiando svariate migliaia di miglia rispetto al giro secco.

Giro del Mondo - Condizioni dure a capo Horn
Giro del Mondo – Condizioni dure a capo Horn

Detto questo, occorre fermarsi in porti dove ci sia accesso a strutture per effettuare riparazioni. Non so neanche quanto sia auspicabile avventurarsi in zona Ushuaia in caso di tempo avverso. Con mare brutto preferirei l’opzione di stare alla larga da tutto. Nel nostro caso per esempio ci mettemmo alla cappa prima di capo Horn per circa 12 ore. Questo per evitare di salire sulla piattaforma continentale con mare troppo formato durante la tempesta che infuriava.

Giro del Mondo in Class40 - Campagne de France alla Global Ocean Race 2011-2012
Giro del Mondo in Class40 – Campagne de France alla Global Ocean Race 2011-2012

 

Detto questo, occorre fermarsi in porti dove ci sia accesso a strutture per effettuare riparazioni. Non so neanche quanto sia auspicabile avventurarsi in zona Ushuaia in caso di tempo avverso. Con mare brutto preferirei l’opzione di stare alla larga da tutto. Nel nostro caso per esempio ci mettemmo alla cappa prima di capo Horn per circa 12 ore. Questo per evitare di salire sulla piattaforma continentale con mare troppo formato durante la tempesta che infuriava.

Giro del Mondo - Capo Horn - Fronte Freddo
Giro del Mondo – Capo Horn – Fronte Freddo

Passare fuori tutto, inclusa la Isla de Los Estatos, fuori dallo stretto di Le Maire mi sembra più sicuro. Non so se ci sono porti sufficientemente attrezzati girato l’angolo della Tierra del Fuego. Il sito stesso della The Race Around parla infatti di quattro o cinque tappe, alea iacta non est. La partenza è indicata per il 2022-2023 che mi piace molto perché si alterna bene con il Vendée Globe. L’una sarebbe a due anni di distanza dall’altra.

Giro del Mondo in Class40 - Boris Herrman e Felix Oehme - Portimao Global Ocean Race
Giro del Mondo in Class40 – Boris Herrman e Felix Oehme – Portimao Global Ocean Race

La questione Route du Rhum

All’edizione cui partecipai della Route du Rhum eravamo in 45 Class40. Ero alla prima solitaria su Class40 e alla prima regata con professionisti. La classe fu vinta da Thomas Ruyant che non a caso è uno fra gli iscritti della prossima Vendée Globe. C’era anche Conrad Colman che battei di soli 6 minuti ma che fu primo alla Global Ocean Race e partecipò alla Vendée 2016. Ero decimo alle Azzorre poi quando vidi Thierry Bouchard virarmi alle spalle commisi l’errore di tirar dritto.

Alla Route du Rhum con title sponsor UniCredit
Alla Route du Rhum con title sponsor UniCredit

Le mie carte meteo mi indicavano un corridoio verso un fronte freddo prima della discesa verso Sud. I francesi virarono uno dopo l’altro, il giorno dopo mi ritrovai a galleggiare nella bonaccia e da decimo passai a 25esimo per poi finire 27esimo. Ma per me fu un tale cambio marcia partecipare che non avrei mai fatto il giro del mondo senza quell’esperienza. Per questo motivo mi verrebbe da dire che la The Race Around non dovrebbe coincidere con la Route du Rhum.

Route du Rhum 2010 - Marco Nannini - UniCredit
Route du Rhum 2010 – Marco Nannini – UniCredit

Nell’edizione del 2018 erano ben 55 i Class40 iscritti, e secondo me dovrebbero scegliere un anno diverso. Il 2021 della Globe40 era giusto sotto molti fronti, perché non è un anno Route du Rhum, né un anno Transat Jacques Vabre. Il primo slot utile sarebbe il 2024 per coincidere con la prossima Vendée, oppure 2026. Per quella data però Elon Musk vuole andare sulla luna o su Marte diciamo mi sembra un po’ in là nel futuro.

Giro del Mondo - Test di ribaltamento per l'ammissione alla Global Ocean Race
Giro del Mondo – Test di ribaltamento per l’ammissione alla Global Ocean Race

La crisi economica ed un giro del mondo

Secondo me è inevitabile che la crisi economica post-Covid metterà in seria difficoltà la Globe40. Partire l’anno prossimo per un giro del mondo sarà impossibile per molti team. Immaginatevi andare da uno sponsor a parlar di soldi in questo momento. Mancherebbe anche una regata di prova per i team. Ovvero chi vuol fare la Globe40 2021 a mio avviso avrebbe dovuto fare la Transat Jacques Vabre in doppio nel 2019.

Giro del Mondo - Direzione Capo Horn
Giro del Mondo – Direzione Capo Horn

Questo darebbe anche un po’ più di tempo a tutti di vedere quali saranno le conseguenze del Covid. Le aziende difficilmente parleranno di sponsorizzazioni per il 2020, 2021. Dandogli tempo fino al 2022 e 2023 potrebbe dare qualche chance in più di vedere degli iscritti ad una regata che partisse il 2024. Su questo nuovo percorso, con una barca competitiva come quella dei miei concorrenti (e non di una generazione precedente) ci farei un pensierino, ma francamente è improbabile. Ora ruggisco solo su questa tastiera con solo il ricordo dei mari del Sud.

Giro del Mondo in Class40 - Cessna Citation vince la Global Ocean Race 2011-2012
Giro del Mondo in Class40 – Cessna Citation vince la Global Ocean Race 2011-2012

Da questo punto di vista la Round Britain and Ireland del 2022 sarebbe un’ottima regata primaverile prima della The Race Around. Allo stesso modo, siccome molti progetti nascono comunque dalla volontà di un singolo che poi porta avanti la campagna. Credo la Route du Rhum 2022 sia una tappa obbligata. Questa potrebbe essere seguita dalla Transat Jacques Vabre 2023 in doppio con il potenziale co-skipper per poi fare il giro del mondo nel 2024.

Class40 - Route du Rhum 2010
Class40 – Route du Rhum 2010
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