Le cause del mal di mare

Il mal di mare è causato dall’interazione fra degli organi dell’equilibrio, il sistema visivo, quello tattile e il cervello. Mentre si viene sbattuti in barca il nostro cervello non riesce a riconciliare I messaggi che riceve. E’ sovra stimolato da informazioni contrastanti causate dalle continue accelerazioni e decelerazioni.

Il risultato è che il cervello giunge alla conclusione che si tratta di un avvelenamento! Induce dunque il corpo al vomito per liberarsi delle sostanze nocive che immagina siano state ingestite. E’ quindi un riflesso  istintivo di sopravvivenza, purtroppo inutile, perché ovviamente il vomito non risolve in alcun modo la situazione.

Si dice che nessuno sia immune, ma sicuramente alcuni soffrono il mal di mare più di altri. Soprattutto persone diverse reagiscono in maniera totalmente diversa che rappresenta un fattore di rischio significativo quando si naviga in equipaggio ridotto.

Come evitarlo

Evitare il mal di mare è possibile entro certi limiti e sicuramente ci sono molti aspetti che possono migliorare o peggiorare la situazione. Non vi parlo di che cosa mangiare a colazione o cosa fare in preparazione di una gita della domenica. Ci sono un’infinità di risorse che offrono consigli sulla dieta e rimedi della nonna. Per evitare il mal di mare bisogna innanzitutto capirne le cause ed agire su queste.

Solo un approccio metodico dello skipper di meticolosa preparazione garantisce l’incolumità di tutti. Quando il tempo diventa brutto siamo abituati a vedere scene di stress, persone che urlano ed una grande confusione. Lo skipper preparato previene e non si trova mai ad affrontare questi inutili problemi aggiuntivi.

Medicinali

Vi sono medicinali che agiscono riducendo la sensibilità degli organi dell’equilibrio. Dunque a parità di movimento I messaggi inviati da questo organo al cervello sono attenuati. I medicinali funzionano ma di solito chi li dovrebbe prendere si dimentica di farlo per tempo rendendoli meno efficaci.

Causano anche sonnolenza e spesso ci si ritrova con degli zombie a bordo totalmente rintronati. Mezzi addormentati, saranno incapaci di stare svegli quando è il loro turno di guardia, un vero problema se siete in equipaggio ridotto. I medicinali non sono dunque la panacea ma certo possono alleviare I sintomi.

I farmaci da banco o da automedicazione in questione sono:

  • Xamamina compresse o gomme masticabili. Principio attivo: Dimenidrinato
  • Transcop-Cerotti. Principio attivo: Scopolamina
  • Geffer-Granulato. Principio attivo: Metoclopramide/Dimeticone/Potassio Citrato/Acido Tartarico/Acido Citrico
  • Zenzero

Mal di mare pozzetto

Ridurre la confusione

La radice del mal di mare sta nell’incapacità del cervello di interpretare I segnali ricevuti dai vari organi. Ogni azione che riduce questa confusione aiuterà sia a evitare sia a ridurre la sensazione di mal di mare.

Se siete in pozzetto l’occhio vedrà le onde e il movimento della barca. Troverà dunque parziale spiegazione di ciò che gli organi dell’equilibrio stanno comunicando. Non a caso timonare e’ un ottimo rimedio, concentrandosi sulla rotta e sulla barca. In questo modo tutto il movimento inizia ad avere molto più senso e il cervello riduce il tentativo di reazione al presunto avvelenamento.

Stando in piedi, non vi sono continui punti di pressione sul corpo come accade da seduti, una fonte in meno di segnali da interpretare. Anche il passare del tempo e l’esperienza contano, perché il cervello man mano si abituerà alla situazione anomala considerandola sempre più normale.

Se spegniamo uno dei canali di comunicazione diretti al cervello la situazione migliorerà. Se siete sottocoperta l’occhio e’ fonte di immagini preoccupanti, l’interno della barca non si muove. Veniamo però sbattuti al suo interno, quindi guardarsi intorno peggiora la situazione, sotto coperta e’ meglio stare ad occhi chiusi.

Il cervello dovrà solo più decifrare I messaggi dell’organo dell’equilibrio e la pressione sulla superficie corporea. Non a caso sdraiandosi la situazione migliora ulteriormente, con tutto il corpo disteso. La pressione uniforme e’ meno interessante da analizzare per il cervello.

Se scegliamo una posizione più centrale e bassa possibile il movimento sara’ ridotto e l’organo dell’equilibrio meno stimolato. Anche durante il mio giro del mondo dormivamo addirittura per terra, a centro barca vicino alla chiglia. Primo perché da lì non si poteva cadere e rischiare di farsi male. In secondo luogo si riusciva a dormire meglio per il minore moto anche in condizioni estreme.

Dunque pensando ai vari fattori in gioco stare al timone o in cuccetta sono senz’altro I due posti migliori. Se navigate in equipaggio ridotto potete proprio fare spola fra queste due postazioni senza perdite di tempo. O svegli al timone o sdraiati a dormire.

Fattori secondari

Oltre agli ovvi stimoli motori descritti fin’ora ci sono importanti fattori secondari per tutto l’equipaggio. Anche se di per sé non sono causa del mal di mare, sicuramente contribuiscono a peggiorare la situazione. Primo fra tutti il freddo, ma anche la stanchezza, lo stress. Alcuni patiscono gli odori come il gasolio, ma non sottovalutate la paura e persino la paura di avere il mal di mare.

Controllo della temperatura

Solitamente il mal di mare sopravviene e peggiora con l’aumentare del vento e dello stato del mare. In queste condizioni, per via del windchill, la temperatura percepita inizia a precipitare. I membri dell’equipaggio accalcati in pozzetto rischiano man mano di infreddolirsi. Purtroppo l’avere freddo contribuisce a sua volta allo svilupparsi del mal di mare. Se siete skipper dovrete dunque assicurarvi che siano tutti ben vestiti. Se il cielo si copre e il vento aumenta chiedete ad ogni membro dell’equipaggio di vestirsi.

Ancora meglio, portate loro vestiti da sottocoperta, vedrete che non esiteranno ad indossarli. Una delle caratteristiche del mal di mare è che porta a chi ne soffre alla pigrizia ed apatia. La persona che ne è affetta non riesce a pensare a semplici gesti che lo aiuterebbero a migliorare la situazione. Come banalmente indossare un pile sotto la cerata, una giacca a vento o un cappello.

Se siete molto vestiti fate però attenzione a quando scendete sotto coperta. Lo sbalzo di temperatura improvviso potrebbe darvi un colpo di nausea immediato. Dunque, prima di scendere, aprite la giacca e il pile se ha una zip. Poi scendete e senza esitazioni sdraiatevi e chiudete gli occhi. Man mano che il corpo si riadatta alla nuova temperatura potrete eventualmente richiudere il pile o coprirvi con una copertina. Dipende tutto dalla stagione ovviamente e luogo di navigazione.

Windchill e mal di mare

Capire chi sta per soffrire il mal di mare

Come skipper dovete darvi la priorita’ assoluta di capire chi sta soffrendo o potrebbe soffrire il mal di mare. La regola numero uno è valutare di continuo la reattività di ogni membro dell’equipaggio. Chi sta parlando e continua a parlare sta bene, ma I chiacchieroni diventeranno molto silenziosi al primo accenno di mal di mare.

Quindi chiedete sempre ai silenziosi come stanno, se vi rispondono sbrigativamente “bene bene” vuol dire che hanno già il mal di mare. Di solito tutti si vergognano di ammetterlo e fino all’ultimo faranno finta di nulla. Vi diranno che gli è rimasto il salame sullo stomaco o che il panino a pranzo non lo hanno digerito! Insomma hanno il mal di mare e basta e farebbero meglio a farlo sapere subito allo skipper perché si regoli di conseguenza.

Legarsi ed indossare il giubbetto di salvataggio

In pozzetto potrebbero alzarsi all’improvviso e gettarsi verso la battagliola per  rimettere e cadere in acqua. Dunque siate decisi e fermi sull’argomento, chiunque non sia in grado di timonare o mantenere una conversazione è arrivato ad un livello critico. Prima questa persona si sdraierà minori saranno le conseguenze da gestire.

Aggiungerei anche che, per quelli che sono ancora in pozzetto, se mare e vento aumentano, è giunta l’ora di legarsi. L’immagine di chi soffre il mal di mare ed improvvisamente si butta sottovento per vomitare fa gelare il sangue.

Oceano Indiano

Preparare la barca

Man mano che la situazione peggiora potreste ritrovarvi con più di un membro dell’equipaggio fuori uso. E’ importante dunque preparare la barca prima di ogni uscita in cui ci si possa aspettare condizioni difficili.

Date per scontato che qualcuno soffrirà di mal di mare preparando I teli anti rollio delle cuccette e mettete buglioli a portata di mano. Ogni situazione diventa emergenza per mancanza di preparazione e prevenzione. Uno skipper esperto non si farà sorprendere e anticipando ogni mossa terrà la situazione sotto controllo.

Gasolio

L’odore del gasolio dà fastidio a molti anche se è semplicemente un acceleratore del fenomeno. Se sottocoperta c’è odore di gasolio alcuni lo potrebbero difficilmente tollerare. Ma se il loro mal di mare e’ importante costringeteli comunque a sdraiarsi e chiudere gli occhi piuttosto che tenerli in pozzetto.

Ricordo la partenza di della tappa dalle Shetland a Lerwick durante la Round Britain and Ireland 2010. Un o-ring di ritenuta di un tubo del serbatoio aveva ceduto. Ci ritrovammo con circa trenta litri di gasolio che inondavano la sentina. La barca non aveva neanche un pagliolato e con gasolio dappertutto si scivolava più che su una pista da ghiaccio. Soffiavano già 45 nodi di vento ed era prevista tempesta forza 10 con venti gelidi da nord.

Gli Inglesi impassibili ci fecero partire per la tappa successiva come fosse una giornata qualsiasi. Passai ore sottocoperta totalmente ricoperto di gasolio, ad asciugarlo con una spugna. Poi col detersivo per i piatti dovetti sgrassare ripetutamente. Un lavoro infernale che non auguro a nessuno, per fortuna, e quel giorno ne ebbi la certezza, non soffro affatto il mal di mare.

Mal di mare legarsi

Stanchezza

La stanchezza è un fattore secondario importante specie nelle lunghe navigazioni. Spesso sono proprio I meno esperti che hanno il terrore di andare sottocoperta e insistono di rimanere in pozzetto.

Alla fine stravolti ed infreddoliti, capitolano e iniziano a stare male. Meglio invece alternare il pozzetto a brevi riposi da sdraiati. Se non cincischiate andando sotto coperta ma vi buttate subito in branda e chiudete gli occhi potreste rialzarvi dopo una decina di minuti completamente ripresi.

Stress e paura

Lo stress agisce in maniera simile alla stanchezza ed e’ semplicemente un fattore che contribuisce a peggiorare la situazione. Lo skipper dovrà fare del suo meglio per rimanere calmo e sorridente e rassicurare tutti. Agendo con con azioni chiare e tenendo la situazione sotto controllo.

Al suo primo tentennamento inevitabilmente ci saranno le prime defezioni tra i meno esperti che si sentiranno in pericolo. I novizi impensieriti diventeranno silenziosi e sara’ solo questione di tempo prima di ritrovarsi con una gatta da pelare. Gente infreddolita, stanca, nessuno disposto a scendere sotto coperta e apatica ad ogni comando.

Cosa fare se qualcuno sta male

Sempre e comunque mandarli e tenerli sotto coperta sdraiati con un bugliolo a disposizione, mai in pozzetto in quelle condizioni anche se protestano. Quando si soffre di mal di mare molto violento si preferirebbe morire ma rimarrete delusi scoprendo che non ci sarà rapida soluzione alla tortura, vivrete. Solo se una persona soffre di mal di mare per vari giorni consecutivi avrete per le mani una reale preoccupazione.

In primo luogo assicuratevi che bevano e se possibile che integrino I sali minerali persi. Ove possibile fate che mangino qualcosina per recuperare le energie. Ma se siete usciti dal porto la mattina e dovete rientrare la sera l’unica vera e reale preoccupazione è che cadano in mare. Oppure, che si facciano male mentre si trascinano come zombie da un lato all’altro del pozzetto.

Rientrare in porto

Il modo migliore per far stare meglio il vostro equipaggio e di portarsi al riparo e rientrare in porto. Se non siete in regata o in navigazione verso una meta specifica tanto vale che rientriate in porto. Tanto, quando il vostro equipaggio sta male, non si divertirà di certo. Allo stesso modo, un po’ di mal di mare non uccide nessuno. Se un membro dell’equipaggio ne soffre mentre rimangono sufficienti braccia per proseguire la navigazione mandate lo sfortunato a dormire, fa parte della vita di mare.

La conduzione della barca

Se non siete in regata e se la vostra rotta può essere cambiata, lo skipper intelligente scegliere un’andatura più comoda per la barca. Specie se si ritrova con un gruppo di persone pallidine al primo colpo di vento. Potrà lascare le vele, poggiare e e magari puntare in direzione di un porto alternativo invece di insistere su una scomoda bolina.

Conclusioni

Nessuno è completamente immune al mal di mare ma sicuramente alcuni soffrono più di altri. Se vi viene un attacco di mal di mare dovrete avere pazienza e cercare quanto possibile di rilassarvi. Contrariamente a quanto I più immaginano, il posto migliore dove stare e sdraiati in cuccetta dove probabilmente vi addormenterete.