Sono i più famosi navigatori italiani e costruttori di barche d’Italia: giunti ormai alla terza generazione sul mare continuano a far sognare. Vivono il mare a 360°, dalla costruzione delle barche, con i loro mitici Moana, alla navigazione, alle regate d’altura. Sono di quelle persone, come diceva il buon Sciarelli, che si sono bagnate nell’acqua di mare e non si sono mai asciugate. I due fratelli capostipiti della Dinastia Malingri, Franco e Doi iniziano la vela quasi per scherzo come conseguenza della loro naturale fame d’avventura.

Vittorio Enrico e Francesco Malingri 1971
Vittorio Enrico e Francesco Malingri 1971

Alle origini della passione per il mare della Dinastia Malingri

“Franco, Dionigi (detto Doi) e Amedeo sono nati a Torino ma rimasti orfani vanno a vivere a casa di una zia a Milano. Erano una famiglia molto sportiva per quello che si poteva a quei tempi, ad esempio andavano molto in montagna. In inverno con gli scout risalivano le montagne con pelli di foca e dormivano nei buchi di neve: erano intrepidi.

Doi Malingri
Doi Malingri

Poi imparano ad andare in canoa: percorsero tutti i fiumi europei, i laghi finlandesi e poi quelli canadesi. La tribù si amplia ed ai tre fratelli si unisce un gruppo di ragazzi milanesi a cui piacevano le attività all’aria aperta che diventano  . Alla ricerca di nuove sfide vivono mirabolanti avventure: percorrono il fiume Lambro e il Po in canoa. Già marinai ma d’acqua dolce, Franco e Doi risalgono il Nilo e discendono il Congo con due piccoli motoscafi,” racconta Vittorio Malingri, figlio di Franco.

Fausta e Franca Malingri
Fausta e Franca Malingri

Dai fiumi al mare, per i Malingri l’importante è navigare

“Mio padre laureato in ingegneria inizia a costruire motoscafi, mentre Doi, primi anni ’60, conosce quella che sarebbe diventata sua moglie Carla Notarbartolo di Sciara. Figlia di un Ammiraglio, insieme ad altri amici navigatori italiani che fondano in quel periodo Caprera, gli trasmette la passione per la vela.

Carla Notarbarolo di Sciara - Naimari, Micaela e Doi Malingri
Carla Notarbarolo di Sciara – Naimari, Micaela e Doi Malingri

Nel gruppo milanese di quando erano ragazzi cercano una soluzione per come proseguire le loro avventure d’infanzia ora che tutti sono sposati. Così nasce l’idea che sarebbe fantastico fare le vacanze in barca a vela per portare tutte le famiglie al seguito.

Carla Notarbarolo Malingri - Il dizionario della vela
Carla Notarbarolo Malingri – Il dizionario della vela

Nel 1966, grazie alle contaminazioni della vela su Doi e Franco abbiamo iniziato tutti insieme a navigare, loro ormai adulti noi bambini,” ricorda Vittorio Malingri.

Il primo ricordo di Vittorio Malingri in mare

“Il primo ricordo in mare risale a quando avevo cinque sei anni: eravamo a Genova, mio zio e mia cugina Micaela, mio padre ed io. Doi aveva appena comprato “Nina Boba”, un Arpege in legno di 35 piedi ed era una giornata di tramontana tesissima. Volevano uscire a navigare ma appena ci siamo avvicinati all’uscita del porto c’erano onde altissime e per fortuna hanno girato la prua e siamo rientrati.”

Carla Notarbarolo di Sciara - Naimari, Micaela e Doi Malingri
Carla Notarbarolo di Sciara – Naimari, Micaela e Doi Malingri

Da lì è iniziata la strada di questi grandi navigatori italiani: “Uomo libero, sempre amerai il mare!” (Charles Baudelaire)

Il giro del mondo: per Doi Malingri in regata, per Franco Malingri in crociera

Le strade dei fratelli Doi e Franco si dividono: il primo si orienta all’agonismo e il secondo alla costruzione e alle lunghe navigazioni in crociera.

“Zio Doi è il primo a compiere una traversata italiana dei tempi moderni su una barca a vela da diporto. Poi si avventura alla Cape Town to Rio, insomma era partita una serie di partecipazioni alle regate oceaniche nell’epoca dei grandi come Chichester, Tabarly. Fare il giro del mondo e partecipare alla prima edizione della Whitbread Round The World Race è stata una naturale conseguenza”, ricorda il navigatore italiano.

Franco Malingri
Franco Malingri

Papà Franco, più ingegnere, cittadino, di logistica cura le strutture e la costruzione del CS&RB Busnelli, prototipo del Koala 50, costruito dalla Nordcantieri. Ma nemmeno lui disdegnava le regate e prende parte durante il giro del mondo alla tappa più dura da cape Town a Sydney. Si convince, insieme a tre fedeli amici d’infanzia a comprare il 50’, mentre la barca navigava ancora in regata verso Capo Horn.

Doi Malingri su CS & RB Busnelli
Doi Malingri su CS & RB Busnelli

L’acquista per un prezzo stracciato e decide di partire con la famiglia per un viaggio in barca in giro per il mondo,” racconta Vittorio Malingri. “Forte delle esperienze in Mediterraneo, a scorrazzare fino in Grecia e Turchia si sente pronto per questa esperienza sulla scia della tradizione francese.”

Il training che prepara Vittorio, Enrico e Francesco Malingri per le lunghe navigazioni

“Durante l’inverno scolastico passavamo tutti i sabati e le domeniche a sciare  quando c’era la neve o a mettere a posto la barca per l’estate. Ai cantieri genovesi di Montalto facevamo le manutenzioni, grattavamo e pulivamo a testa in giù le sentine: era una bella scuola,” racconta il navigatore italiano.

Franco ed Enrico Malingri
Franco ed Enrico Malingri

“Mio papà aveva anche organizzato una scuola vela e due volte la settimana convocava tutti i ragazzi a cui poi si aggiungevano anche i genitori. Era una grande festa, si parlava di mare, vela, meteorologia e poi uscivamo in barca con lui: noi, Giovanni Soldini, Enrico Caccia e tanti altri.

Enrico Malingri
Enrico Malingri

In estate poi partivamo per tre mesi in barca e noi non sbarcavamo fino a settembre, si alternavano i miei e gli altri amici proprietari. Durante la settimana spesso mio padre rientrava a lavorare e ci lasciava soli a curare la barca in porto, io avevo solo dieci anni. Una cosa impensabile forse oggi ma allora ci aveva insegnato l’autonomia, la responsabilità e l’indipendenza e sapevamo apprezzare questa vita d’avventure. Ci affascinava il viaggio e l’incontro con i grandi navigatori italiani e stranieri di quel tempo, come Gian Marco Borea o Nini Sanna. A dodici anni ho aiutato a preparare la barca e ho visto partire mio zio per il giro del mondo. In quel momento ho giurato a me stesso che anch’io l’avrei fatto un giorno e quella promessa l’ho mantenuta”, ricorda Vittorio Malingri.

Navigatori italiani - Nini Sanna
Navigatori italiani – Nini Sanna

“Il mare è come la musica: contiene e suscita tutti i sogni dell’anima” (Carl Gustav Jung) 

Il primo giro del mondo di Vittorio Malingri

Franco Malingri insegna ai figli oltre all’indipendenza anche la disciplina e li forma con una solida cultura marinara. Dalla gestione dei turni alle rotazioni in cucina, dalle regolazioni delle vele alla navigazione con il sestante: i Malingri aprono la strada della nautica professionale italiana.

“Il giro del mondo con la mia famiglia è stata una grande crescita: ho assaporato quello che è il navigare vero. Incluso conoscere Bob Marley, Moitessier, Tabarly dal vivo: ogni esperienza costruiva un pezzo di questa avventura,” racconta il navigatore italiano.

Navigatori italiani - Vittorio Malingri a destra
Navigatori italiani – Vittorio Malingri a destra

Ricorderò sempre quando dopo due anni in giro eravamo a Bali, mi sveglio all’alba e vedo mio papà vestito in giacca e cravatta. Prima che una piroga se lo portasse via, mi disse laconicamente: “Leggi sul carteggio, ho lasciato le istruzioni”. Stava partendo per la Russia a montare dei pezzi che aveva venduto due anni primi e l’appuntamento successivo era alle Seychelles.

Io avevo diciassette anni e con mio fratello Enrico abbiamo preso in mano la situazione e seguito l’invito di Franco a volare da soli. Con un amico di famiglia abbiamo attraversato l’Oceano Indiano che non era una passeggiata e abbiamo portato a termine anche questa sfida,” commenta Vittorio Malingri.

La grande esperienza dall’unione di vita in mare ed agonismo

“Era un mondo più facile e bello di adesso: la natura, la gente erano diverse, viaggiare era più semplice. Il giro del mondo fu una scuola senza pari: imparammo a stare in mare come albatros e riuscire a cavarcela da soli. Entrarono in noi due dimensioni quella del navigare per navigare e quella dell’agonismo per vincere le regate. Il segreto era che avevamo barche pesanti e non sempre performanti quindi abbiamo imparato a far andare forte qualsiasi mezzo.

Vittorio Malingri - Planando con gli albatros
Vittorio Malingri – Planando con gli albatros

Inoltre avevamo provato a stare una settimana in un uragano in rada o a cinquecento miglia con frangenti di nove metri. Con la paura ma con la testa che ti fa risolvere ed affrontare i problemi che incontri sul cammino. Unisci la voglia di vincere e saper vivere in tutte le situazioni in mare e hai la capacità di andare forte in qualsiasi condizione.

Io da quel giro del mondo sono tornato praticamente quattro anni fa dopo una lunga serie di esperienze e navigazioni,” racconta il navigatore italiano.

Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola (Charles Baudelaire) 

I Malingri: Comunicare per appassionare e far conoscere le barche

“Eravamo tra i primi navigatori italiani ad aprire tanti sentieri ed intraprendere questa sfida e subito abbiamo capito l’importanza di raccontarla. Comunicare era essenziale anche per la promozione delle nostre barche che nascevano nel cantiere di famiglia nel 1982,” ricorda Vittorio Malingri.

Franco Malingri sulla sinistra
Franco Malingri sulla sinistra

“Dopo il nostro giro del mondo sono usciti molti articoli sui giornali e mio padre Franco Malingri ha girato un filmino in super 8. Abbiamo montato il film fuori Sagrate con l’aiuto di un carabiniere che aveva questo hobby e ricordo un aneddoto simpatico. Per la colonna sonora il carabiniere conosceva un gruppo di ragazzi giovani che avrebbe composto e suonato, poi li ho conosciuti anch’io. Da lì nasce la famosa hit “Maracaibo”, mare forza nove, di Luisa “Lu” Colombo: successo composto per una serie di dieci puntate sul nostro giro.”

I Malingri progettisti

La prima barca progettata e costruita da Franco e Vittorio Malingri fu il Moana 45, un nome, una promessa: in maori significa “oceano”. Infatti lo scafo dalla struttura solida e con albero e attrezzature di coperta adatte ad ogni oceano rappresenta la soluzione per chi voglia navigare veramente. Dalle loro esperienze nasce anche per la prima volta la soluzione di un tavolo da carteggio basculante.

Malingri - Moana Shipyard - Moana 45
Malingri – Moana Shipyard – Moana 45

Progettano poi anche il Moana 39 per armatori con risorse più limitate ma con la stessa voglia di mare e sicurezza: il primo lo tiene Franco con cui nel 1988 partecipa alla Ostar. Oltre a grandi navigatori italiani la fama dei Malingri si estende anche alla costruzione e progettazione di imbarcazioni.

Moana Shypyard - Moana 39
Moana Shypyard – Moana 39

“Ci chiedevano molte consulenze perché dopo i nostri viaggi eravamo diventati i punti di riferimento per chi voleva intraprendere delle avventure in mare. Dopo aver collaborato con alcuni cantieri abbiamo deciso di metterci in proprio, inoltre la prima barca come modello da presentare la usavamo anche per navigare. Facevamo anche scuola vela sempre sul lungo raggio anche in Mediterraneo, in una settimana percorrevamo quasi mille miglia”, ricorda il navigatore italiano. “In cantiere c’era una bella sinergia, lavoravo insieme a miei amici d’infanzia come Soldini, Caccia ed era incredibile creare con le nostre mani quelle imbarcazioni.”

Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini. Ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito (Antoine de Saint-Exupéry) 

Vittorio Malingri: il primo Vendée Globe italiano e il primo Open 60’

“Nel frattempo avevamo messo anche una base nautica da charter a Cuba  che è durata quattro anni e proseguita due alle Bahamas. Tutti noi navigatori italiani e costruttori insieme avevamo il tarlo di costruirci la nostra barca, nasce così il Moana 33, che disegno per me.

Malingri - Moana Shipyard - Moana 33
Malingri – Moana Shipyard – Moana 33

Con Enrico Caccia, grande amico, ci alternavamo sei mesi a Cuba con la squadra e sei mesi in cantiere a lavorare sulle barche. Ho deciso poi di partire per i Caraibi con la mia famiglia e il mio primo figlio di sei mesi,” racconta Vittorio Malingri.

“Quando sono arrivato ho visto un volantino con l’annuncio per il secondo Vendée Globe del 1992 e ho girato la prua verso l’Europa. Abbiamo impiegato ventuno giorni per raggiungere le Azzorre, di cui nove giorni con forza 9, una pazzia per inseguire un sogno.

Arrivato in Italia ho venduto il Moana 33 ed ho iniziato a costruire il primo Open 60 italiano. Dalle navigazioni con Nini Sanna fin da ragazzo sapevo che dovevo puntare ad una barca più leggera e performante. Non è stato facile poiché  i budget di noi navigatori italiani sono sempre più contenuti di quelli degli altri.

Malingri - Moana Shipyard - Moana 60
Malingri – Moana Shipyard – Moana 60

Era una barca stretta come quella di Van Den Heede, l’alternativa erano le barche a poppa larga però pesavano di più. Avevano molta vela, chiglia importante e tanti sistemi di raddrizzamento oppure avevi una barca leggerissima che planava, per le andature portanti che sono prevalenti.”

Il Vendée Globe: nonostante il ritiro, la vittoria della partecipazione per Vittorio Malingri

“Il Vendée Globe da sempre è considerato l’Everest della vela, il giro del mondo in solitario e senza scalo. Un vasto pubblico segue la regata che ancora oggi suscita grandi sogni e speranze delle nuove generazioni,” racconta il navigatore italiano.

“Ancora oggi credo che la preparazione di un Vendée Globe è quella più difficile in assoluto rispetto ad altre regate. Non sai mai se riuscirai ad arrivare alla conclusione o qualche imprevisto fermerà la tua corsa, come è toccato a me.

Moana Shipyard - Moana60
Moana Shipyard – Moana60

Una vittoria è già arrivare alla linea di partenza poi a me si era rotto il timone a 1700 miglia da Capo Horn. Ogni tentativo di proseguire era stato vano ed alla fine avevo dovuto far rotta su Tahiti, non facile,” ricorda Vittorio Malingri.

la carriera agonistica di Vittorio Malingri

Nei successivi quindici anni Vittorio Malingri si dedica alle regate e alla vela agonistica: nel 1996 è terzo alla Ostar e alla Quebec -Saint Malo.

Catamarano Manzoli-Malingri
Catamarano Manzoli-Malingri

Nel 1997, il navigatore italiano stabilisce il record alla Roma per 2 sul trimarano Spirit di 60’ con 54 ore e 16 minuti. Vince con Franco Manzoli la Corsica per 2 a bordo di Golfo Tigullio, catamarano di 30’ sia nel ’97 che l’anno dopo. Il 1999 vede di nuovo vittoriosa la coppia Vittorio Malingri e Ciccio Manzoli alla Corsica per 2 sul catamarano. “Franco Manzoli è un amico e fratello del mare: ho sempre apprezzato la sua grande preparazione tecnica oltre all’abilità di navigatore italiano”

​“Il pessimista si lamenta del vento, l’ottimista aspetta che cambi, il realista aggiusta le vele” (William Arthur Ward) 

In mare con Giovanni Soldini, “fratello del mare” di Vittorio Malingri

Vittorio Malingri e Giovanni Soldini si conoscono da quando erano bambini: Fausta e Carla, le rispettive madri sono amiche d’infanzia. Le famiglie si frequentano da sempre e i ragazzi trascorrevano il fine settimana in montagna o al mare insieme. Nasce subito un’intesa tra Vittorio, il maggiore dei suoi fratelli, cinque anni più di Giovanni, il piccolo della famiglia Soldini e il più spericolato.

Vittorio Malingri e Giovanni Soldini
Vittorio Malingri e Giovanni Soldini

“Giovanni ed io ci siamo capiti subito: facevamo insieme i salti più alti sugli sci e tutte le cose più estreme. Anche lui partecipava alle serate di scuola vela con tutti i ragazzini milanesi e forse gli abbiamo trasmesso così il tarlo della vela.

Dopo lo stacco del mio giro del mondo ritrovo Giovanni in cantiere, non amava la scuola ed era distratto dalla voglia di navigare. I genitori l’hanno mandato a lavorare da noi, ma è stata un’ulteriore conferma della decisione di proseguire la strada del mare,” racconta il navigatore italiano.

Vittorio Malingri e Giovanni Soldini
Vittorio Malingri e Giovanni Soldini

“Grazie alla mia amicizia con Vittorio a 15 anni ho potuto partecipare alla costruzione di un prototipo dei Moana. Poi ho fatto le prime esperienze, i primi trasferimenti e le prime regate con loro: Vittorio è un grande marinaio. In mare con lui sei sicuro, è competente e ha passione: gli piace navigare, vivere il mare e sta meglio in barca che a terra.

Quando si trattava di fare regate in doppio sul trimarano TIM Progetto Italia  su cui la navigazione può essere pericolosa, inevitabilmente navigavamo insieme. Ci conosciamo da tanti anni, siamo come fratelli e quando viaggiamo su una barca insieme c’è una bella sintonia. Nel 2005 abbiamo scuffiato con il trimarano e siamo riusciti anche a naufragare alla nostra seconda Jacques Vabre,” racconta Giovanni Soldini.

Navigatori italiani - Trimarano Tim Progetto Italia - Transat Jacques Vabre
Navigatori italiani – Trimarano Tim Progetto Italia – Transat Jacques Vabre

Altri fratelli di mare, Vittorio Malingri ed Ellen Mc Arthur

La tribù dei Malingri come hanno definito questi importanti navigatori italiani ha creato una splendida sinergia che ha attirato anche altre persone speciali. È il caso dell’incontro con Ellen Mc Arthur, la famosa navigatrice solitaria inglese che aveva allora tanta passione ma ancora poca esperienza.

“Una mattina, nel 1996, ho incontrato Ellen Mc Arthur a Plymouth: siamo stati due giorni in testa d’albero a regolare e a chiacchierare. Abbiamo fatto amicizia aveva aiutato un amico a trasferire un Open 60 dagli Stati Uniti all’Inghilterra, la sua prima traversata oceanica. Era appena arrivata, aveva diciassette anni era molto simpatica e vivace e le avevo offerto di fare con me la Quebec – Saint Malo. Lei si unisce ai quattro navigatori italiani a bordo ed abbiamo fatto una bellissima traversata conquistando il terzo posto: era fortissima,” ricorda Vittorio Malingri.

“È una persona fuori dal comune, molto dolce, molto donna ma in mare, forte, una forza della natura. Per lei è stato un piccolo trampolino perché ci ha aiutato in cantiere poi ha lavorato anche con Soldini sull’Open 50’. Lei era nuova nel mondo della vela, non aveva agganci per trovare imbarchi e lavori, l’abbiamo conosciuta agli inizi: sono contento del suo successo.”

Ellen MacArthur - Castarama B&Q
Ellen MacArthur – Castarama B&Q

“Non si può essere infelici quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento.” (Irène Némirovsky)

Record in solitario su Royal Oak per Vittorio Malingri

Vittorio Malingri dal 2000 al 2005 fa parte dell’equipaggio dell’amico Soldini sul trimarano TIM e si appassiona per la navigazione sui multiscafi. Inizia a pensare al tentativo di record Dakar-Guadalupe in solitario e nel 2008 grazie al sostegno di Citroën e Audemars Piguet ci riesce.

Su un catamarano sportivo di sei metri, Royal Oak, parte alla grande ma poi perde il satellitare con cui riceveva le informazioni meteorologiche. Il navigatore italiano rallentato da venti leggeri stabilisce comunque un tempo di riferimento per il record di 23 giorni e 17 ore. Non abbandona la passione per i record e per i catamarani e ne costruisce uno nuovo Feel Good con cui affronta un’altra avventura.

Record del “Vecchio” e il “Nano”, Vittorio e Nico Malingri

Per il tentativo di record in doppio Vittorio Malingri sceglie un navigatore italiano, co-skipper d’eccezione: suo figlio Nico, il secondogenito, detto “il Nano”. Dei suoi quattro figli Nico è quello che l’ha seguito di più nelle sue navigazioni ed ha ereditato la passione per il mare.

Navigatori italiani - Nico e Vittorio Malingri
Navigatori italiani – Nico e Vittorio Malingri

“Tutti i miei figli navigano ma solo Nico ha preso la passione agonistica, è molto bravo, non avendo perso tempo con barche pesanti. Ha talento ed è un esperto marinaio: di carattere è serio e posato anche se quando siamo insieme a volte litighiamo”, racconta Vittorio Malingri.

“L’ho obbligato a finire la scuola ma il giorno dopo l’esame di maturità me lo sono trovato vicino Lisbona in barca. Eravamo in rada avevamo appena finito la scuola vela con traversata dalle Azzorre e lui aveva scoperto che eravamo lì. Nascosta la borsa tra gli scogli, aveva fatto due miglia a nuoto di notte nel Golfo di Lisbona per raggiungermi. È sceso dopo dieci anni, mi ha fatto da secondo e ha aiutato a costruire il catamarano per il record”, ricorda il navigatore italiano.

Nico Malingri, una missione nel Dna

A venticinque anni Nico poteva già contare tredici traversate atlantiche e duecentomila miglia di navigazione, una missione scritta nel Dna.

Navigatori italiani - Nico e Vittorio Malingri - Campagna Citroen Unconventional Team
Navigatori italiani – Nico e Vittorio Malingri – Campagna Citroen Unconventional Team

Padre e figlio entrano nel Citroën Unconventional Team ed iniziano ad allenarsi per il record oceanico, stabilendone uno in Mediterraneo, da Marsiglia a Cartagine.

Vittorio e Nico Malingri dopo il record Marsiglia Cartagine
Vittorio e Nico Malingri dopo il record Marsiglia Cartagine

I due navigatori italiani, trentanni di differenza ma la stessa determinazione, partono per il record Dakar – Guadalupe ad aprile 2017. La prima settimana trascorre serena e con un ritmo regolare, nella seconda metà della sfida incorrono in vari imprevisti. Per tre volte la barca rischia di rovesciarsi, anche a cento miglia dal traguardo ma fortunatamente riescono sempre a raddrizzarla e continuare a navigare.

Arrivano in 11 giorni 1 ora e 9 minuti a bordo del loro catamarano Formula 20, battendo di dieci ore il record precedente. Una grande vittoria e un’immensa gioia condivisa tra padre e figlio: “barca piccola, ma record grande come gli altri”, commenta Vittorio Malingri.

I ricordi del record di Nico e Vittorio Malingri

“Planata dopo planata non smetteresti mai di timonare: la barca è bellissima da portare e ci siamo prepararti per viverla bene. Velisticamente è stata un’esperienza spettacolare ma molto dura psicologicamente perché non sapevamo di potercela fare finché non siamo arrivati a terra. Gli ultimi quattro giorni sono stati molto stressanti, abbiamo quasi scuffiato tre volte, comunque è andata benissimo,” racconta Nico Malingri.

Navigatori italiani - Nico e Vittorio Malingri
Navigatori italiani – Nico e Vittorio Malingri

“È stato un grande divertimento, una planata infinita dall’inizio alla fine ma molto stressante nella conclusione della sfida,” ricorda Vittorio Malingri.

“Dormivamo sei ore a testa ma è come tentar di riposare dentro un frullatore ed il problema è addormentarsi e rilassarsi veramente. Abbiamo mangiato bene, non ho sentito la mancanza di niente la base era: fette biscottate, frutta secca, parmigiano, scatolette e zuppe pronte. Bevevamo molta acqua e assumevamo anche degli integratori di vitamine e sali minerali, come consigliato da un medico.

Eravamo pieni di piaghe sulle mani e sul corpo stando sempre seduti, ogni contatto con l’acqua di mare era una stilettata”, ricorda il navigatore italiano.

Navigatori italiani - Nico e Vittorio Malingri
Navigatori italiani – Nico e Vittorio Malingri

“Il momento più brutto è stato a cento miglia dall’arrivo: prima dell’alba discutevamo se mettere il gennaker con un vento non forte ma rafficato. La barca stava quasi per scuffiare ma c’è stato un momento magico di calma e siamo riusciti a raddrizzarla e ripartire.  Nico ha fatto un volo sulla randa e mi sono preoccupato per lui ma non si è fatto male per fortuna. Da padre provavo insieme paura che accadesse qualcosa a mio figlio ma anche un immenso piacere di navigare con lui. Ha seguito lui tutta la meteorologia, è forte e sono orgoglioso di lui; ora sta lavorando nel team Maserati Multi 70 con Giovanni Soldini.”

Navigatori italiani - Nico Malingri su Maserati
Navigatori italiani – Nico Malingri su Maserati

Navigatori italiani: il futuro per Vittorio Malingri

Nico Malingri e Matteo Soldini, nipote di Giovanni sono parte del team Maserati Multi 70: sta crescendo una nuova generazione di navigatori italiani.

“Sono contento che la tradizione familiare prosegua e che qualcuno abbia preso il testimone della mia passione agonistica per la navigazione,” confessa Vittorio Malingri. “Nonostante lasciamo ai figli un mondo cambiato, per la difficoltà di questi tempi, spero che la passione li guiderà nel perseguire i loro sogni.”

La riapertura del mitico Maona Shipyard

Un’altra bella notizia attuale è la riapertura del mitico Moana Shipyard, chiuso nel 2002, quando Vittorio Malingri era impegnato nell’attività agonistica.

Navigatori italiani - Vittorio Maligri presso il Moana Shipyard
Navigatori italiani – Vittorio Maligri presso il Moana Shipyard

“Credo molto in questa operazione perché noi abbiamo sempre servito una piccola nicchia di persone a cui piace andare per mare. Ci sono in giro per il mondo circa 130 esemplari dei “Moana” che continuano a navigare per gli oceani”, racconta il navigatore italiano.

La vision del Moana Shipyard dei Malingri

“Quindi vogliamo mantenere la visione di costruire barche affidabili per navigare ma con carene moderne, veloci e performanti. Ci sono tante idee: dalle barche a motore a basso consumo per una crociera sia in Mediterraneo che per lunghe traversate. Fino agli Open 40’ pensati per i record che offrono agli sponsor un ottimo ritorno mediatico, monopolizzando la piena attenzione sul marchio da promuovere.

Navigatori italiani - Vittorio e Nico Malingri
Navigatori italiani – Vittorio e Nico Malingri

Non ho particolari ambizioni personali di tornare a correre per gli oceani, lascerei spazio ai giovani come Nico o Matteo. Il mio sogno e la molla che mi spinge è la voglia di continuare ad esserci nel mondo del mare attraverso le mie barche.”

Vittorio Maligri - La grande onda
Vittorio Maligri – La grande onda

Il più bello dei mari è quello che non navigammo,
il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. (Nazim Hikmet)

Grazie a Vittorio Malingri per le belle storie di vita e di mare!

Doi Malingri - La regata intorno al mondo
Doi Malingri – La regata intorno al mondo

Bibliografia:

  • “Il log del Niña Boba: Da Gibilterra a Savannah sulla rotta degli alisei”, Dionigi Malingri e Carlo Mascheroni, Mursia Editore (1971)
  • “Moana. La crociera d’altura”, Franco Malingri e Mario Devetag, Editrice Incontri Nautici (1999)
  • “La grande onda. Storia di record e di altre regate oceaniche”, Vittorio Malingri, Longanesi Editore (2009)
Franco Malingri, Mario Devetag - Moana La crociera d'altura
Franco Malingri, Mario Devetag – Moana La crociera d’altura
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