Le manovre correnti in barca a vela sono, di fatto, tutte le cime a bordo che servono per condurla. Le manovre fisse invece, dal nome, sono per esempio stralli e sartie. Le manovre correnti hanno nomi molto specifici, la specificità nasce dall’esigenza di non creare confusione. Se più cime a bordo avessero lo stesso nome saremmo costretti a chiamarle per colore! Invece una nomenclatura precisa permette di dare ordini senza rischio di confusione.

Manovre correnti - Mini 650 banchina
Manovre correnti – Mini 650 banchina

La classificazione delle manovre correnti

Le principali manovre correnti si dividono in due gruppi, quello delle drizze e delle scotte. Le drizze sono tutte quelle cime che servono ad issare le vele. Le scotte sono tutte quelle che servono per regolarne l’angolo al vento. Restano però molte altre manovra correnti in barca, specie sulle barche da regata. Prendiamo per esempio una barca da regata di esempio, un Mini 650 ed elenchiamo tutte le cime a bordo

Manovre correnti - Pogo Mini 650
Manovre correnti – Pogo Mini 650 1,2,3

Manovre correnti di un Mini 650 di serie

  • Drizza randa (per issare la randa)
  • Drizza fiocco (per issare il fiocco)
  • Drizza spi 1 (per issare lo spinnaker in testa d’albero)
  • Drizza spi 2 (per issare lo spinnaker frazionato e il code zero/gennaker)
  • Scotta randa (per regolare l’angolo del boma al vento)
  • Scotte fiocco (per regolare l’angolo del fiocco al vento)
  • Scotte spinnaker, code zero/gennaker (per regolare spinnaker e gennaker/code zero al vento)
  • Barker scotte spinnaker (per portare le scotte verso centro barca in alcune andature)
  • Borose (1,2,3) (per prendere le mani di terzaroli)
  • Tesabase (per tirare il punto di bugna della randa verso poppa sul boma)
  • Vang (non su tutte le barche, per controllare l’altezza del boma)
  • Cima di controllo trasto randa (per regolare la posizione del carrello della scotta sul trasto randa)
  • Volanti (1,2) (per mettere in tensione la volante sopra vento)
  • Mura spi/gennaker (per portare e tenere spinnaker e gennaker o code zero in punta al bompresso)
  • Bracci bompresso (per regolare lateralmente l’orientamento del bompresso)
  • Cima di controllo vento (solo su alcune barca, permette di regolare l’altezza del bompresso)
  • Mura fiocco (per dare le mani di terzaroli)
  • Cime di controllo carrello/anello punto di scotta fiocco (controlla la posizione del carrello, che può essere un anello cosiddetto 3D)
  • Cima di controllo per rotazione bompresso (una cima che ha il solo scopo di permettere la rotazione iniziale da riposo del bompresso)
  • Cima continua di controllo del frullino (permette di arrotolare e srotolare il code zero / gennaker)
  • Meoli (piccole cime sui bordi di uscita delle vele per impedire che le vele fileggino al vento)

Altre manovre correnti

  • Carica alto (per regolare in su la posizione del tangone)
  • Carica basso (per regolare in giù la posizione del tangone)
  • Amantiglio (per sostenere il boma affinché non cada senza randa o in manovra)
  • Cima di controllo del paterazzo (per regolare la tensione del paterazzo)
  • Cima avvolgi fiocco (per arrotolare o srotolare la vela di prua)

Le caratteristiche che devono avere le cime

Ogni cima a bordo di una barca deve essere adeguata alla finalità ed al carico di lavoro che deve sostenere. Ho scelto l’esempio di un Mini 650 perché ci fornisce un buon mix di situazioni di cui discutere. L’insieme di tutte queste cime rappresenta le manovre correnti, tuttavia le cime possono essere molto diverse fra loro.

La drizza randa

Parlando nello specifico della drizza randa le caratteristiche che ci interessano sono sopratutto due. Alta tenuta negli stopper e basso livello di stretch (o allungamento sotto carico). Lo stretch di una cima misurato in percentuale può essere molto significativo per cime lunghe o in materiali poveri. Su un Mini 650, per regolamento, la randa è in Dacron, che è un materiale che ha un discreto stretch. Verrebbe da concludere che se la vela ha stretch anche la relativa drizza non importa che ne abbia poco. Tuttavia raddoppiare il problema non farebbe che peggiorare la situazione.

Manovre correnti - Rande Square Top
Manovre correnti – Rande Square Top

Durante le raffiche infatti la drizza randa è una delle manovre correnti che viene maggiormente sollecitata. I problemi che osserviamo sono di due ordini, entrambi da cercare di minimizzare. Il primo è che se la drizza avesse troppo stretch non manterrebbe la forma della vela, specie di bolina. Ad ogni raffica la balumina perderebbe di tensione, con effetto anche sul punto di corda massimo della randa. Ovvero, il grasso della vela arretrerebbe ad ogni raffica rendendola meno efficiente. Questo specie con vento forte quando tutto vogliamo tranne che perdere tensione sulla balumina.

L’altro aspetto è che, ad ogni sollecitazione, la cima rischia di slittare nel suo stopper. Per ridurre il carico di lavoro della cima nel suo stopper sui proto e le barche come i Class40 la drizza è 2:1. Qualcuno fa questa scelta anche per le drizze randa sui mini di serie. L’alternativa è di scegliere una cima di un diametro leggermente superiore, infatti gli strozzatori lavorano meglio con cime più spesse. Sui Mini 650, uno strozzatore 6-8mm fatica a reggere i colpi su una cima del 6, e si può sceglierne una del 7 or dell’8. In alternativa si può tenere quella del 6 ma parancarla dimezzando il carico sullo stopper.

Drizza fiocco

Per la drizza fiocco valgono esattamente le stesse valutazioni fatte per la drizza randa. In questo caso però è raro vederle parancate 2:1. Serve comunque una cima da alta tenuta e basso stretch.

Drizza spinnaker / gennaker / code zero

Nel caso di questa drizza, quando lavoriamo con uno spinnaker in nylon lo stretch è l’ultimo dei nostri problemi. Tuttavia quando usiamo un code zero la tensione è tantissima ed abbiamo tutti i problemi della drizza randa. Il cavo anti-torsione all’interno del code zero diventa infatti uno strallo volante. Va teso “a ferro” e non deve avere né stretch né slittamenti negli stopper. Inoltre la drizza deve tenere fermo lo swivel del code zero, ed è sempre preferibile usare una drizza 2:1. Sui Mini 650 non sempre si trovano drizze 2:1 per i code zero ma sulle barche più grandi sempre.

Manovre correnti - Mini 650 Spinnaker
Manovre correnti – Mini 650 Spinnaker

Sul Class40 con cui ho fatto il giro del mondo avevamo sia un Code 5 frazionato che un Code Zero in testa d’albero. Per questo motivo entrambe le drizze erano 2:1.

Manovre correnti – Drizza 2:1 su swivel

Scotta randa

La randa esercita uno sforzo notevole sul boma, non a caso la sua scotta non è mai diretta. La demoltiplicazione è solitamente 6:1 consentendo di cazzare e lascare la scotta a mano senza winch. Nel caso di questa manovra corrente, lo stretch diventa un fattore secondario rispetto alla sua maneggiabilità. Una cima di diametro troppo piccolo, continuamente lavorata a mano, spaccherebbe le mani di chiunque.

Per questo motivo solitamente si sceglie un diametro relativamente grosso rispetto al carico di lavoro. In questo caso il materiale non deve essere necessariamente a bassissimo stretch. Si può scegliere invece una cima che abbia una calza con un buon grip sulle mani. Non venendo mai lavorata sul winch sono le nostre mani che determinano la cima più adatta.

Scotte fiocco / genoa

Per le scotte fiocco non vale lo stesso ragionamento della scotta randa. Questa manovra corrente viene sempre fatta lavorare in maniera diretta. Per poterla cazzare dobbiamo usare il winch e per questo motivo dobbiamo preoccuparci che la cima sia adatta allo scopo. Anche in questo caso favorirei una cima dal basso stretch per evitare che la vela “pompi” eccessivamente in raffica. La cosa più importante è che abbia una buona resistenza all’abrasione sul winch. Essendo lavorata in continuo potrebbe infatti logorarsi rapidamente.

Manovre correnti - Pozzetto Mini 650
Manovre correnti – Pozzetto Mini 650

Scotte spinnaker gennaker

Visto che gli spinnaker sono in nylon che ha grande stretch, lo stretch delle scotte non è un aspetto cruciale. Quello che conta molto è il peso delle scotte stesse che devono essere il più leggere possibili. Questo perché in condizioni di vento leggere non vogliamo che la vela si afflosci sotto il peso delle scotte stesse. Per poter tenere basso il peso ma mantenere la tenuta desiderata si cercano diametri piccoli e materiali nobili. Ovvero una cima la cui anima abbia una buona tenuta, ricoperta da una calza maneggevole per le mani.

Esistono lavorazioni specifiche delle calze che consentono di ingrossare il diametro e rendere la cima molto più maneggevole. Il diametro dell’anima invece avrà diametro molto piccolo e buon carico di lavoro favorendo una fibra nobile. La calza deve essere adatta ad essere tenuta in mano ma anche lavorata sul winch. Per questo abbiamo bisogno di una cima che fra tutte le manovre correnti deve essere versatile.

Manovre correnti - Pogo 3 Mini 650 - Paranco vento e bracci
Manovre correnti – Pogo 3 Mini 650 – Paranco vento e bracci

Per alleggerire la parte che rimane “volante” e non raggiunge mai il winch possiamo scalzare la cima. Scalzarla vuol dire tenere esposta solo l’anima della stessa riducendone il peso. Un’altra scelta è quella di usare altre fibre, meno nobili ma totalmente impermeabili e galleggianti. Le scotte infatti dopo essere finite in acqua pesano di più per questo motivo. Esistono delle cime idrorepellenti che non assorbono acqua. Pur avendo uno stretch superiore possono rappresentare una valida alternativa.

Barber scotta spinnaker

Questa è una cima che non richiede particolari caratteristiche. Sia stretch che tenuta nello stopper non influiscono, anzi spesso e strozzata su un cam cleat.

Borose

Anche per queste cime non ci sono raccomandazioni particolari, se non una buona tenuta negli stopper. Lavorando sempre sugli stessi punti è anche opportuno farle scorrere regolarmente. Si può armare una cima leggermente lunga e regolarmente tagliare una decina di centimetri.

Tesabase

Questa cima solitamente si avvale di una demoltiplicazione nascosta dentro al boma. Così facendo la cima che maneggiamo può essere lavorata con più facilità.

Vang

Per il Vang, solitamente la cima è demoltiplicata parecchie volte. Su un Mini 650 non dovrebbe essere usato di bolina dove potrebbe subire carichi eccessivi. Il suo ruolo principale è di mantenere il boma basso quando alle portanti abbiamo esaurito il trasto randa. Con la scotta randa lasca non possiamo più impedire che il boma si alzi. Alle andature portanti sotto raffica il boma tende ad alzarsi ed oscillare su e giù. Sul Class40 non avevamo un Vang (ed anche su molti Mini 650 non c’è) e per far fronte a questo problema usavamo una ritenuta.

Manovre correnti - Tastiera Mini 650
Manovre correnti – Tastiera Mini 650 e Vang

La cima rimandata in falchetta su una redancia legata ad un golfare fungeva da vang e da ritenuta del boma. Occhio però, su barche grandi a non legare la ritenuta a metà boma. Lo sforzo potrebbe spezzarlo e occorre armare una cima che lavori come una corda d’arco sulla lunghezza del boma.

Anche sui Mini 650, il Vang cazzato di bolina può spaccare bozzelli e grilli specie con onda. Quindi non dovrebbe mai lavorare se non alle andature portanti per evitare che il boma pompi su e giù

Cima di controllo trasto randa

In alcune condizioni la cima diventa dura da tirare a mano. Quindi nonostante la tentazione, non usate un diametro eccessivamente piccolo. Altrimenti rischiate di segnarvi le dita e faticare a riprendere il trasto dopo una scarrellata. Una manovra corrente utilizzatissima, quindi pensate all’ergonomia.

Manovre correnti - Pogo 3 Mini 650 - Trasto randa e volanti
Manovre correnti – Pogo 3 Mini 650 – Trasto randa e volanti

Volanti

Le volanti in sé sono soggette a carichi di lavoro enormi, paragonabili a quelle del sartiame. La cima di controllo e demoltiplicata con vari bozzelli e deve essere proporzionata allo sforzo e carichi. Solitamente si sceglie una calza nobile dal buon diametro affinché non slitti negli stopper. Questa è una delle manovre correnti più delicate da maneggiare, perché se mal utilizzata può portare a fare danni seri.

Manovre correnti - Volante sottovento in bando
Manovre correnti – Volante sottovento in bando

Punto di mura spinnaker e gennaker / code zero

Vale lo stesso ragionamento fatto per la drizza del code zero. Se usata con lo spinnaker la mura non ha carichi inferiorori a quando si monta un frullino. Con il code zero armato, il carico di lavoro della cima diventa importante, come anche la possibilità di slittamento nello stopper. Sul Class40 la mura era anch’essa 2:1, scelta che raramente ho visto sui Mini 650. Parancare una manovra corrente permette di ridurre il carico di lavoro sulla cima e sullo stopper.

Bracci bompresso

I bracci del bompresso lavorano sotto enormi carichi specie alle andature di traverso con code zero. Per questo motivo è importante usare una cima nobile, con una calza di qualità e un diametro importante. Non deve esserci alcuno stretch altrimenti il bompresso sotto sforzo può scavallare. La calza lavora sempre sullo stesso punto nello stopper. Per aumentarne la vita, quando lo avete libero è sempre meglio lasciare la cima sul winch sopravento. E’ un’altra manovra corrente particolarmente delicata, facile fare danni.

Cima di controllo vento

Questa solitamente è collegata ad una cascata di redance per cui la parte libera non è soggetta a grandissimi carichi. Non occorrono precauzioni particolari, può essere tirata a mano o sul winch.

Manovre correnti - Cascata sul vento del bompresso
Manovre correnti – Cascata sul vento del bompresso

Mura fiocco

Questa cima serve ad abbassare all’altezza delle mani di terzoli il punto di mura del fiocco. Una cima che non richiede particolari indicazioni, può essere un ritaglio di una vecchia drizza sostituita.

Cime di controllo carrello/anello punto di scotta fiocco

Questa cima tiene semplicemente in posizione il carrello di fiocco. Solitamente si sposta il carrello a vela lasca e non è una cima soggetta a grandi carichi. Solitamente è strozzata da un semplice cam cleat. Nel caso dell’anello 3D, le cime sono solitamente due. Con un gioco di demoltiplicazioni la parte libera della cima non è soggetta a grandi carichi. Anche in questo caso questa manovra corrente è strozzata da un cam cleat.

Manovre correnti - Anello 3D punto di scotta fiocco
Manovre correnti – Anello 3D punto di scotta fiocco

Cima di controllo per rotazione bompresso

Questa cima serve solo per far ruotare il bompresso dalla sua posizione di riposo. Puo essere parancata per ridurre lo sforzo, visto che solitamente si tira a mano. La cima non deve mai essere strozzata, per nessun motivo. Infatti lasciandola strozzata, se il bompresso dovesse scavallare, ne spaccherebbe la forchetta. Una umile manovra corrente che può fare danni davvero sgradevoli.

Manovre correnti - Forchetta del bompresso
Manovre correnti – Forchetta del bompresso

Cima continua di controllo del frullino

L’importante di questa cima è che sia facilmente gestibile a mano, ma il carico di lavoro è minimo. Deve avere un buon grip nel frullino, sono preferibili le cime “pelose” adatte ad essere usate a mano.

Manovre correnti - Cime frullino code zero
Manovre correnti – Cime frullino code zero

Meoli

Questi non sono una vera e propria manovra corrente. Comunque sul bordo d’uscita di fiocco e spinnaker ci sono delle cimette. Spesso sottili ma in materiali nobili dal basso peso ed alta tenuta.

Altre manovre correnti

Carica-alto

Cima che può essere soggetta a grandi sforzi in certe condizioni, è da paragonarsi ad una drizza.

Carica-basso

Simmetrica per funzione al carica-alto questa manovra corrente deve avere le stesse caratteristiche della sua corrispondente

Amantiglio

La sua funzione è solo di sostenere il boma, solitamente ha un diametro inferiore alla drizza randa. Tuttavia nelle grandi navigazioni può essere usata come drizza di rispetto ed essere dimensionata di conseguenza. Non esiste su tutte le barche che hanno una randa molto allunata o a testa “square top” come appunto i Mini 650.

Cima di controllo del paterazzo

La ci ma che maneggiamo è sempre l’ultima di una cascata o di un paranco. Pertanto raramente questa cima in sé ha grossi carichi di lavoro dopo le demoltiplicazioni. Non essendo rinviata ad un winch deve essere adatta ad essere lavorata a mano.

Cima avvolgi fiocco

Direi che anche per questa manovra corrente vale quanto detto per la precedente. In alcune situazioni può far comodo portarla sul winch quindi la calza deve essere adeguata.

Manovre correnti - Code Zero su frullino
Manovre correnti – Code Zero su frullino

Manovre correnti: com’è costruita una cima?

Una cima è costituita da due componenti, un’anima ed una calza esterna. Le caratteristiche di ciascuna componente deve soddisfare le nostre esigenze. La calza non è pensata per sostenere il carico di lavoro, ma per dare corpo e grip alla cima nei winch o nelle mani. L’anima regge il carico e a seconda del materiale può reggere carichi di lavoro impressionanti.

L’anima di una cima

L’anima di una cima può sostanzialmente essere in poliestere o in HMPE. Il poliestere è quello che troviamo su tutte le barche da crociera. E’ adatto in quel contesto ma trova poco spazio su una barca da regata, per via del suo grande stretch. L’HMPE (High Modulus Polyehylene) è noto ai più col brand di Dyneema. Ma non confondiamo materiale e brand, il Dyneema è solo  uno dei tanti brand di HMPE. L’HMPE ha caratteristiche notevolmente superiori a quelle del poliestere. Può inoltre essere trattato a caldo rivestito di una resina riducendone lo stretch (heat pre stretched HPS).

Manovre correnti - HMPE
Manovre correnti – HMPE

Sulle barche da crociera è raro trovare cime con anima in HMPE/Dyneema. Tuttavia le barche più recenti iniziano ad essere invelate con vele più moderne e performanti. Nel momento in cui issiamo una vela priva di stretch magari in laminato di Kevlar dobbiamo adeguare la drizza. Un’anima di HMPE garantisce un basso stretch per natura stessa del materiale che a parità di peso è più resistente dell’acciaio. L’HMPE pre-trattato e stirato a caldo e solitamente riservato a quelle manovre correnti dove lo stretch deve essere minimo.

La calza di una cima

La calza di una cima è importante quanto la sua anima ma per ragioni diverse. Nella scelta della calza dobbiamo tenere in conto da un lato di fattori come l’abrasione e la resistenza resistenza ai raggi UV. Dall’altro all’impiego che ne facciamo, su winch, attraverso strozzatori, cam cleat o tenute in mano.

Manovre correnti - nodo arresto
Manovre correnti – nodo d’arresto

La calza più comune è quella in poliestere che si usa in molti casi anche sulle barche da regata. Tuttavia quando è importante un buon grip e una maggiore resistenza all’abrasione la fibra di poliestere e mischiata ad altre fibre. Una scelta che però sta passando di moda è il melange col Cordura. Il Cordura usato anche nelle ginocchiere dei pantaloni da lavoro ha ottima resistenza all’abrasione. Tuttavia rende la calza molto rigida e difficile da impiombare, per questo si favoriscono altre fibre.

Manovre correnti - Stopper
Manovre correnti – Stopper

Il filo in poliestere solitamente rimane per dare colore al melange finale. Oltre a questo si possono aggiungere aramidi come il Technora o il Kevlar o lo stesso HMPE. Kevlar e Technora hanno una resistenza all’abrasione altissima e non si sciolgono fino a temperature superiori ai 500 gradi. Questo li rende adatti a calze per scotte spinnaker che con una lascata improvvisa possono riscaldarsi. Tutti questi materiali più nobili hanno anche migliore resistenza ai raggi UV del poliestere. Il sole infatti è uno dei peggiori nemici del poliestere.

La cima finita

La cima finita è dunque una combinazione di un’anima ed una calza adatti all’applicazione. Il diametro deve tenere conto del carico di rottura dei diversi materiali. Proviamo a riassumere scelte tipiche per le varie manovre correnti su barche da crociera e regata

CrocieraAnimaCalza
Drizze/Scotte/altre manovrePoliesterePoliestere
HMPEPoliestere
HMPE HPSPoliestere
Regata
Drizze/bracci/volantiHMPE HPSPoliestere
Poliestere/Technora o Kevlar
Scotte fiocco/mura/altre manovreHMPEPoliestere
Poliestere/Technora o Kevlar
Scotte spinnakerHMPEPoliestere/Technora o Kevlar
Poliestere filato, HMPE, Poliestere
Class40 - una marea di cime
Class40 – una marea di cime!

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