In questo articolo ci occuperemo della regolazione delle manovre fisse, ovvero del sartiame di una tipica barca a vela. Parlando di manovre fisse dobbiamo aprire una parentesi sui tipi di armo possibili per una barca a vela.

Armo frazionato di un Class40
Armo frazionato di un Class40

Manovre fisse: l’evoluzione degli armi e delle sue regolazioni

L’armo più tradizionale è storicamente stato quello in testa. Ovvero con strallo di prua e paterazzo attaccati in testa d’albero come manovre fisse che creano trazione in direzione opposta. Le crocette, in questo caso sono in linea, perpendicolari all’asse prua poppa della barca. Con una barca con armo in testa, il paterazzo poteva essere utilizzato per aumentare la tensione dello strallo di prua con vento forte. Contestualmente, per compressione verticale dell’albero, tesare il paterazzo causava un’incurvatura dell’albero. Il paterazzo era una delle manovre fisse.

Global Ocean Race - Hugo Ramon costretto a districare cime impigliate
Global Ocean Race – Hugo Ramon costretto a districare cime impigliate

Tesando il paterazzo, la parte centrale dell’albero avanzava verso prua creando una leggera forma a “C” dell’albero visto lateralmente. Questa incurvatura permetteva di portare verso prua il “grasso” della randa. Dunque, con verto forte si interveniva sul paterazzo per ridurre la catenaria dello strallo di prua e smagrire la randa. Entrambe le operazioni miglioravano la performance di bolina.

L’armo frazionato

Da decenni ormai, sono però sempre più diffusi gli armi “frazionati” con crocette acquartierate. In questo caso lo strallo di prua, fra le manovre fisse, non arriva sino in testa d’albero. Ma, solo fino a sette ottavi o nove decimi come anche le sartie. Le crocette non sono perpendicolari alla retta prua-poppa ma inclinate verso poppa sul piano orizzontale. Le crocette acquartierate fanno sì che l’albero possa star su anche senza il paterazzo, che non è più “strutturale”. Ovvero non è più una delle manovre fisse (se pur regolabile). Diventa una sola regolazione dell’incurvatura dell’albero e sarebbe da considerarsi manovra corrente.

Armo frazionato di un Mini 650
L’armo frazionato di un Class40

Questo sviluppo è diventato sempre più marcato con le barche con crocettoni molto larghi e senza paterazzo. Evoluzione partita dalle barche a vela d’altura come i Mini 650 e i Class40 ed oramai diffusissima anche fra le barche a vela da crociera. Eliminando del tutto il paterazzo dalle manovre fisse, che era d’intralcio, è stato possibile introdurre rande a testa quadra o “square top”.

La regolazione delle manovre fisse su barche con crocette acquartierate

Parleremo qui specificamente di barche con crocette acquartierate. Per poter parlare anche di volanti, senza paterazzo fra le manovre fisse, abbiamo scelto un Class40. Gemello della barca con cui ho completato il giro del mondo alla Global Ocean Race 2011/2012. Trattasi di un Akilaria RC1, progetto Mark Lombard del 2006 circa. L’armo di questa barca non è particolarmente “tirato” o delicato, essendo i Class40 pensati per grandi navigazioni oceanice. Le manovre fisse come le sartie sono in tondino.

L'attacco delle volanti alte visto dalla testa dell'albero
L’attacco delle volanti alte visto dalla testa dell’albero

Pur essendo l’albero in carbonio anzichè alluminio, l’armo è lo stesso di quello di un Mini 650 Pogo2 del cantiere Structures. Il Pogo 2, progettato intorno al 2003-2004 è il Mini 650 di cui siano stati costruiti più esemplari. Questo tipo di armo, frazionato a nove decimi ha due ordini di crocette. Fra le manovre fisse o correnti non c’è paterazzo, cosa comune su tantissime imbarcazioni moderne. Ormai, direi, anche sulle barche da crociera è uno degli armi più comuni. E’ adottato da cantieri come Jeanneau e Beneteau anche per barche senza velleità oceaniche.

Volanti in tensione a su andatura al lasco
Volanti in tensione a su andatura al lasco

Questo tipo di armo prevede, sul Class40, due volanti, una in corrispondenza dello stralletto di trinca, una in testa. Queste volanti non sono strutturali, dunque non manovre fisse, l’albero non ne ha bisogno in nessuna condizione per stare su. Ho strambato senza volanti in 50 nodi di vento e non è successo niente. Detto questo, le volanti hanno un ruolo importantissimo nello stabilizzare l’albero e ridurne le sollecitazioni. Quando facevo scuola ero solito dire che non erano manovre fisse o strutturali ma che per buona pratica le avremmo trattate come tali.

Manovre fisse ed i lazy jack strutturali

Il paterazzo semplicemente non c’è, per lasciar spazio al randone “square top”. Questo sia sui Mini 650 sia sui Class40. Ne consegue anche che non c’è neanche l’amantiglio che sostiene il boma durante le manovre di presa delle mani di terzaroli. Sui Mini 650, per evitare troppe cime e manovre, ed avendo un boma che pesa pochi chili, nulla sostituisce l’amantiglio. Questo vuol dire che quando si lasca la drizza randa il boma cade in tuga. Il boma si risolleverà quando andremo a cazzare la borosa che raramente necessita di essere aiutato a mano.

Lazy jack strutturali su un Class40
Lazy jack strutturali su un Class40

Sui Class40, pur essendo il boma in carbonio, possiamo immaginare quanto peserebbe randa più boma magari pieni d’acqua. Per questo motivo si ovvia alla questione con l’introduzione di lazy jack strutturali. Cosa si intende quando diciamo che sono strutturali. Semplicemente che il loro ruolo non è solo quello di contere la randa durante l’ammainata. Essi si sostituiscono all’amantiglio e sorreggono il boma. Per questo motivo sono realizzati solitamente con cime in dyneema e non con semplice poliestere. Sono regolabili sia per alzare il boma in porto sia per metterli a riposo in navigazione.

Manovre fisse e volanti

Sulle barche con crocettoni acquartierati, le volanti non sono strutturali. Nonostante l’assenza di un paterazzo fra le manovre fisse, non sono le volanti a sostenere l’albero. Detto questo hanno un ruolo molto importante – aiutano a fornire sostegno aggiuntivo all’albero. Per esempio per le barche oceaniche le volanti aiutano a stabilizzare l’albero ed evitare che pompi o si fletta. Inoltre, la volante alta solitamente arriva in testa d’albero. Se l’armo è frazionato il suo ruolo diventa parzialmente “strutturale” nel diminuire i carichi di lavoro dell’ultima parte di albero non raggiunta dalle sartie laterali.

Volanti sopravento in tensione - Class40
Volanti sopravento in tensione – Class40

Detto questo, su un armo a nove decimi è improbabile immaginare di spezzare la testa dell’albero sotto spi per la mancanza della volante. Non sono a conoscenza di alcun caso del genere nella Class40. Certamente la tensione in parte ripartita sulle volanti alle portanti alleggerisce di molto il lavoro delle manovre fisse come le sartie. La volante bassa invece solitamente punta là dove si trova l’attacco dello strallo di trinchetta. Oltre a fungere da sostegno in generale all’albero serve a consentire di cazzare lo strallo di trinca senza creare flessioni nell’albero. Lo stralletto di trinca non è una manovra fissa essendo amovibile.

Manovre fisse: come procedere per regolare il sartiame

Dopo questa introduzione passiamo ad un caso pratico. Prendiamo in considerazione l’albero di un Class40, con due ordini di crocette acquartierate e le sue manovre fisse. Dunqe, volanti non strutturali, nessun paterazzo e nessun amantiglio. Quando sono arrivato su questa barca per verificare l’albero si vedevano ad occhio nudo due problemi. L’albero innanzitutto non era dritto, tirava a sinistra fino alla prima crocetta. Dopodiché faceva una curvatura a destra per poi tornare a sinistra tra la prima crocetta e il testa d’albero.

Manovre fisse - situazione iniziale
Manovre fisse – situazione iniziale

Visto lateralmente inoltra l’albero mostrava un rake ed uno sbananamento veramente eccessivi che andavano corretti. Avevamo dunque dei problemi sinistra-destra e prua-poppa. Oltre a questo era evidente come quando si cazzava la coppia di volanti di dritta l’albero deteriorava nella sua forma. In particolare la curvatura fra la prima crocetta e la testa d’albero si accentuava. Per sistemare un albero come questo, con molteplici problemi, occorre seguire un metodo per arrivare ad un risultato soddisfacente.

Manovre fisse - eccessivo rake e sbananamento
Manovre fisse – eccessivo rake e sbananamento

Per quanto riguarda la regolazione delle volanti le lascio per ultime, perché come vedremo ci sono varie opzioni sul come usarle. Innanzitutto ci siamo preoccupati di mettere l’albero dritto e risolvere il problema dell’eccessivo rake. Il rake sposta il centro velico a poppa e lo sbananamento smagrisce la randa, entrambe non vogliamo con venti leggeri. Visto che siamo in Mediterraneo piuttosto dobbiamo poter intervenire sulla forma della vela all’aumentare del vento. La regolazione di base però deve essere adeguata anche con venti leggeri.

Manovre fisse: come mettere l’albero dritto

La barca era in acqua, dovevamo innanzitutto tutelarci dal rischio di svitare un arridatoio e sganciare una sartia accidentalmente. Non essendo stato io a montare l’albero non potevo aver certezza che gli arridatoi fossero stati inseriti correttamente. Per esempio avvitati senza che per esempio avessero già dei giri nella parte bassa. Questo accade spesso, invece di agganciare il primo filetto sia sopra che sotto simultaneamente. Il rigger pigro avvita l’arridatoio in coperta di qualche giro per dover agganciare alla bisogna solo la sartia verticale, la V1.

Manovre fisse - misurazione degli arridatoi
Manovre fisse – misurazione degli arridatoi

Dunque, a scanso di ogni pericolo, abbiamo puntato lo stralletto di trinca (per raddoppiare rispetto allo strallo di prua). Dopodiché abbiamo puntato le volanti, giusto come sicurezza. Queste lavorano già lateralmente a sostegno dell’albero. Abbiamo comunque poi puntato una drizza spi a sinistra e una a dritta ad un golfare in falchetta.

Manovre fisse - misurare tutto prima di cambiare qualsiasi cosa
Manovre fisse – misurare tutto prima di cambiare qualsiasi cosa

Con albero storto la prima cosa da capire era il perchè. Così abbiamo misurato la lunghezza totale del sistema arridatoi di sinistra e dritta sia per le sartie verticali (V1) sia per le diagonali basse (D1). Sono emerse subito delle differenze, la D1 di sinistra era circa 1cm più corta di quella di destra. Questo spiegava perché l’albero partisse storto verso sinistra. La V1 di sinistra era ben 2cm più corta della V1 di dritta. Questo spiegava perché dopo il curvone la testa dell’albero puntasse a sinistra. La curva verso dritta tra prima e seconda crocetta era imputabile alla diagonale alta D2 di dritta, più tesa di quella di sinistra.

Manovre fisse: ripartire da zero

Con barca in acqua e non volendosi prendere alcun rischio non volevamo arrivare a sganciare alcun arridatoio. Questo per evitare la spiacevole situazione di far fatica a riagganciarne uno. Questo se ci fosse stata qualche misura presa male che obbligasse a lavorare al limite. Abbiamo dovuto dunque dare per scontata una cosa, che ogni coppia di sartie fosse lunga uguale. Inoltre, che i problemi fossero solo nelle regolazioni degli arridatoi.

Manovre fisse - regolazione delle V1
Manovre fisse – regolazione delle V1

Quando i rigger tagliano il sartiame in laboratorio è davvero improbabile che realizzino coppie di sartie di lunghezze diverse. Quindi salvo casi eccezionali partire da quel presupposto è più che ragionevole. Misurando non solo la lunghezza totale del sistema arridatoio ma anche la parte esposta di filetto sopra e sotto l’arridatoio si possono dedurre molte cose. Nel nostro caso era evidente che l’arridatoio di sinistra aveva lato coperta molti più giri di quello di dritta, rispetto alla V1 sovrastante. Ovvero gli arridatoi non erano stati agganciati e stretti a parità di giri.

Manovre fisse - arridatoi pronti ad essere regolati
Manovre fisse – arridatoi pronti ad essere regolati

Per prima cosa abbiamo dunque svitato gli arridatoi delle V1, da un lato tenendo la parte filettata alta solidale con l’arridatoio. Questo è possibile farlo perché la sartia in tondino è libera di ruotare all’interno della sua T-Cup. Se non ruotasse, date WD40 senza sforzare per non indurre torsione nel tondino. Dall’altro lato invece lasciando ruotare l’arridatoio rispetto sia al filetto alto che quello basso. Siamo riusciti così a ripristinare una situazione in cui le due sartie V1 erano lunghe uguali e con la stessa regolazione. Abbiamo ripetuto l’esercizio per la diagonale bassa D1.

Manovre fisse: azzerare le tensioni, mollare le D2

Per riportare tutto a zero sono salito al primo ordine di crocette ed ho messo in bando le D2 che avrei regolato per ultime. Per il momento volevo vedere l’albero senza che fossero in tensione. Il loro ruolo è di evitare che l’albero si fletta scadendo sottovento fra la prima e la seconda crocetta per esempio di bolina. Essendo fermi in porto senza vele, posso ignorare le D2 fino all’ultimo.

Manovre fisse - allentamento delle D2
Manovre fisse – allentamento delle D2

Fatto ciò sono tornato ad osservare la rotaia dell’albero e, non c’è da stupirsi, l’albero era perfettamente dritto sull’asse sinistra destra senza alcuna curvatura. Questo non vuol dire che fosse già regolato giusto, ma avevamo riportato a zero gli errori di tensione laterale.

Manovre fisse: il rake e lo sbananamento dell’albero

Il rake, o appoppamento dell’albero dipende dalla relazione fra lunghezza dello strallo di prua e delle sartie nel suo insieme. Su questa barca solo le V1 in coperta sono regolabili, il resto della sartia è di lunghezza fissa. Dunque il rake è controllato con la regolazione della lunghezza dello strallo e delle V1. Lo sbananamento invece nasce invece per compressione dell’albero dovuto alla tensione delle V1, queste tirano in giù l’albero che spancia in avanti. La tensione delle diagonali basse D1 controlla l’angolo fino alla prima crocetta del curvone complessivo che l’albero assume fino in testa d’albero.

Manovre fisse - mantenere la simmetria con ugual numero di giri per lato
Manovre fisse – mantenere la simmetria con ugual numero di giri per lato

Per ridurre lo sbananamento dobbiamo quindi ridurre tensione alle V1 ma anche monitorare la tensione delle D1. Ovvero se le D1 sono troppo cazzate e pure le V1 possiamo anche causare una inversione dell’albero. Questo punterà indietro fino alla prima crocetta per poi pericolosamente invertire e fare un curvone fra prima e testa. Specie con D2 in bando che non impediscono alla sezione sopra la prima crocetta di sbananare in avanti.

Abbiamo pertanto iniziato con l’allentare di due giri completi le V1 osservando una riduzione dello sbananamento. Il rake o appoppamento complessivo risultava ancora eccessivo. Questo può essere misurato appendendo un secchio pieno d’acqua alla drizza randa tenendo il secchio a fil di coperta. La distanza fra la drizza e l’albero all’altezza del boma è il vostro rake.  Dovevamo pertanto intervenire accorciando lo strallo di prua, che in questo caso era regolabile.

Manovre fisse - il tamburo del rollafiocco che contiene l'arrdidatoio dello strallo di prua
Manovre fisse – il tamburo del rollafiocco che contiene l’arrdidatoio dello strallo di prua

Manovre fisse: regolare lo strallo di prua

L’arridatoio dello strallo di prua in questo caso e come su molte altre barche era dentro il tamburo dell’avvolgifiocco. Ammainata la vela e svitati i bulloni di ritenuta è stato possibile alzare il tamburo ed accedere all’arridatoio dello strallo di prua. Prima di tesare lo strallo di prua volevo però mollare un po’ le V1 così da non indurre ulteriore compressione tesando lo strallo. Per preservare la simmetria di regolazione sinistra destra abbiamo mollato due giri completi a sinistra a destra. Gli stessi due giri li abbiamo ripresi di strallo di prua.

Ogni giro completo corrispondeva a circa 3-4 millimetri di lunghezza. Due giri completi allungavano le V1 di 7-8mm e l’impatto era visibile ad occhio nudo. Oltre a poter misurare il rake con il secchio avevo una memoria storica in me della regolazione di quell’albero. Avevo infatti navigato su una barca identica per 60.000 miglia complessive circa. Quindi in tutta franchezza, mi stavo fidando dei miei occhi. Abbiamo tolto ulteriori due giri alle V1 e li abbiamo ripresi di strallo. Una modifica di circa 1,5cm che a 20 metri di altezza si notavano eccome.

Per esempio tesando le volanti si notava che i punti di lavoro si erano spostati di una spanna. La demoltiplicazione della volante ovviamente amplificava lo scostamento misurato. Era chiaro pero che avevamo spostato la testa dell’albero in avanti di parecchi centimetri e subito ad occhio si vedeva che l’eccesso di rake era sparito. Abbiamo dato ancora un giro allo strallo e tolto un giro alle V1 e ci siamo ritenuti soddisfatti. La quantità di rake solitamente è fornita dal progettista quindi potete fare questo lavoro con precisione assoluta.

Manovre fisse: lo sbanamento

lo sbananamento, data una regolazione delle V1 è controllato dalla tensione delle D1 e D2. L’obbiettivo è di dare una bella forma a tutto l’albero che non abbia strane incurvature, inversioni etc. Nel nostro caso l’albero spanciava molto a prua e lo strallo di prua era particolarmente mollo. Questo significava che la tensione delle V1 non incontrava resistenza. Con le D2 in bando le D1 erano evidentemente troppo molle. Tutta la tensione verticale si trasformava in compressione e sbananamento.

Dando qualche giro simmetrico sinistra destra alle D1 abbiamo subito potuto raddrizzare la parte bassa dell’albero. La banana si accentuava fra prima crocetta e testa d’albero dunque sono salito a dare una prima regolata di massima (misurando la simmetria). Sceso in coperta notavo che l’albero era molto migliorato, lo strallo di prua era più teso, nonostante non avessimo più toccato le V1. Ma, la curva complessiva dei tre “tronconi” dell’albero non era ancora regolare. Ho pertanto deciso di mollare un giro di D1 e di dare due giri alle D2.

Osservando l’albero lateralmente si vedeva una bella linea senza interruzione che delicatamente curvava verso poppa. Ero soddisfatto della forma e solo le prove in mare mi avrebbero potuto confermare la corretta regolazione delle D2. Se queste sono troppo molli l’albero scade sottovento tra prima crocetta e testa. Se sono entrambe troppo cazzate l’albero diventa sempre più dritto a mo’ di palo del telegrafo perdendo la sua bella forma.

Manovre fisse: la tensione complessiva strallo-V1

Per un tondino delle dimensioni che stavamo regolando ci vuole un tensiometro di notevoli dimensioni e molto caro. Quelli a molla adatti alla regolazione delle sartie di un Mini 650 non servono a nulla. Senza troppi misteri anche qui mi sono affidato alla mia memoria “sensoriale”. Prendendo V1 e D1, scuotendole e colpendole si ha come un riferimento rispetto alla loro tensione. Scuotendo la vela avvolta di prua si ha una idea della tensione dello strallo di prua. Mi sono affidato alla mia memoria storica e tutto mi sembrava in ordine.

Manovre fisse - albero dritto a fine lavori
Manovre fisse – albero dritto a fine lavori

Gli alberi dei Class40 sono, scusatemi il termine, abbastanza ignoranti, e non pensiate che si lavori di fino coi mezzi giri. Sono inoltre barche dove si tende a fare una regolazione media e non toccare il sartiame pre-regata. Questo perché l’albero di bolina è a pieno carico a 15-16 nodi dopodiché occorre ridurre tela. Dunque salvo dovessimo fare una corta con previsione di patana cambiare la regolazione per ogni regata non ha alcun senso.

Avevamo creato una verticale perfetta, un rake adeguato ed uno sbananmento piacevole. Era ora di passare alle volanti per decidere se occorreva toccare qualcosa. Prima di regolarle potevamo però usarle per fare un test sulla regolazione del nostro albero. Ovvero cazzarle a ferro ed osservare l’effetto che per questo tipo di barca non deve essere significativo (tornerò su questo punto). Tesando la volante di sinistra tutto sembrava più o meno ok. Con quella di dritta c’era un problema, l’albero andava sopravento all’altezza della seconda crocetta.

La regolazione delle volanti

Su questo Class40 la volante alta era in presa diretta le pulegge e dunque la cima per tesarla. La volante bassa invece era legata alla prima puleggia con una legatura, apposta per poterla regolare. Come accennato le volanti possono essere usate in diversi modi. Su alcune barche su questa legatura si realizza un loop con T-bone che permette di lasciare la legatura lunga o accorciarla di qualche centimetro. Con questo accorgimento si può accorciare la volante bassa fintanto che l’alta non lavori con la bassa in tensione.

Soft shackle con T-bone
Soft shackle con T-bone

Per contro con il T-bone aperto, è la volante alta ad avere una maggiore tensione rispetto alla bassa. Questo ci permette di cazzare alta e aumentare lo sbananmento a randa piena. Una volta che aumenta il vento e prendiamo mani di terzaroli, la volante alta non serve più (p.e. di bolina). Quindi possiamo rimettere il T-bone che accorcia la volante bassa e usarla come contro cavo dello stralletto di prua. La trinca si arma già in 16 nodi di vento circa.

Questo sistema con T-bone sulla bassa fornisce la massima flessibilità ed è ovviamente indicato per chi poi sa usarlo. Tuttavia sulle lunghe, nelle solitarie, in oceano aperto, presenta delle controindicazioni di natura “umana”. Doversi ricordare di questo T-bone giorno e notte in ogni situazione non è il massimo. Abbiamo anche detto che l’albero di un Class40 è abbastanza “ignorante” e poco flessibile. Non crediate di poter fare i fenomeni con particolari guadagni sulla bolina con la volante alta a ferro. Lo sbananamento aggiuntivo cambierà di 1 nodo 2 al massimo il momento del cambio vela.

Una regolazione per le boe una regolazione per l’oceano

La mia personale opinione è che in oceano sia meglio evitare rischi facilmente evitabili. Questo benedetto T-bone, se dimenticato chiuso sostiene l’albero solo alla seconda crocetta lasciando la testa d’albero libera. Immaginate di poggiare, togliere la trinca ed issare spi grande. Di colpo avrete una volante tesa che potrebbe addirittura far invertire l’albero verso poppa alla seconda crocetta. La parte alta invece, priva di sostegno potrebbe forzare l’albero scaricando tutto sulle sartie.

Regolazione della legatura della volante bassa
Regolazione della legatura della volante bassa

Bilanciando rischi e benefici alla fine sulla mia barca decisi di eliminare il T-bone e cercare una regolazione media. Per fare questo cazziamo la volante alta, cazziamo la legatura della bassa. Poi molliamo un po’ di volante e tesiamo ancora la bassa e ricazziamo il tutto. Questo fino a che non sarà data una regolazione con tensione uguale per le due volanti. La prova del nove è poi quella di cazzare a ferro le volanti ed osservare l’albero. Una volta corretta la regolazione l’albero rimaneva dritto su entrambe le mura. Avevamo infatti allungato la legatura della volante bassa di dritta.

Il  fatto stesso che l’albero rimanesse dritto anche tesando le volanti mi dava buona sicurezza che avessi già regolato correttamente le D2. Infatti se le D2 fossero state troppo molli al cazzare la volante bassa l’albero sarebbe venuto sopravento. Potete fare la prova opposta e cazzare la volante sottovento e verificare che l’albero non scada sotto vento. In fondo cazzare la volante sottovento ben simula la pressione del vento sull’albero.

Manovre fisse: la prova in mare

Avendo lavorato e verificato con le volanti la prova in mare era anche per il piacere di concludere la giornata con una veleggiata. Il vento non era moltissimo ma sufficiente per caricare la randa di bolina stretta e verificare che l’albero rimanesse dritto. Non avevamo dubbi avendo già simulato lo sforzo con la volante. Tutto era in ordine e alcuni bordi hanno anche confermato che la barca faceva lo stesso angolo al vento sui due bordi. Cosa che prima non era così, con uno scarto percepibile di parecchi gradi.

Wawa - la barca oggetto dell'articolo, in navigazione alla 151 miglia 2013.
Wawa – la barca oggetto dell’articolo, in navigazione alla 151 miglia 2013.

Manovre fisse: conclusioni

Regolare il sartiame di una barca a vela è meno complicato di quanto immagini. Ma ho visto tanti alberi storti e non di poco. Se ci si mette le mani senza seguire una sequenza e senza sapere quel che si fa si gira in tondo come un cane che si mode la coda. E’ importante capire l’influenza di strallo-V1 sul rake. L’influenza di strallo-V1 e D1 sullo sbananamento dell’albero fino alla prima crocetta. Infine il ruolo delle D2 nel contrastare o favorire lo sbananamento tra prima crocetta e testa d’albero. Questo su un albero con due ordini di crocette.

Gli stessi concetti possono essere applicati ad alberi con più ordini di crocette o uno solo. La maggior parte degli aspetti inoltre è applicabile anche ad alberi armati in testa, specie nelle regolazioni laterali.

Disalberamento - Fastnet 2009 - Class40 - Subito dopo l'incidente
Non sempre tutto fila liscio! Disalberamento – Fastnet 2011 – Class40 – Subito dopo l’incidente

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