Scrivere un articolo come questo è sempre difficile, perché sicuramente desterà le critiche degli esclusi. Devo innanzitutto precisare su cosa si baseranno i miei ragionamenti, per non sembrarvi di parte. In primo luogo prenderò in considerazione solo chi abbia portato a termine almeno una transatlantica in solitaria negli ultimi 10 anni.

Questo sfronda la lista da migliaia di potenziali a pochissimi, purtroppo, navigatori solitari italiani che lo hanno fatto. Ho diviso i navigatori solitari italiani per classe di appartenenza includendo un breve riepilogo delle transatlantiche concluse da ciascuno. Ho incluso anche le traversate atlantiche in solitario ad altro titolo, come i record e i tentativi di circumnavigazione.

Potrei aver sicuramente dimenticato qualcuno, pertanto se sapete di qualcuno escluso per errore vi invito a segnalarmelo. Sarebbe solo una svista e non certo malizia, preciso che i DNF non sono inclusi perché in regata entra in classifica chi la finisce. Per i record, ho incluso solo l’anno della navigazione in cui è stato stabilito un record. Per le circumnavigazioni, per le molte miglia coperte, ho deciso di tutti i navigatori solitari italiani, per rispetto dell’enorme sforzo fatto.

Navigatori solitari italiani IMOCA 60

Giancarlo Pedote

Vendee Globe - GiancarloPedote - Prysmian Group
Vendee Globe – GiancarloPedote – Prysmian Group

Giancarlo Pedote rappresenta al giorno d’oggi il più completo e preparato dei navigatori solitari italiani. Questo per percorso e per approccio alla vela, la preparazione e la metodicità lo hanno sempre contraddistinto. Si avvicina ai cabinati relativamente tardi dopo una gioventù dedicata ai windsurf e i catamarani sportivi. Dal 2007, poco dopo i trent’anni emerge un Pedote più introspettivo che scopre la navigazione oltre alla sola adrenalina che ci regala. La classe che sceglie per intraprendere il passaggio a velista professionista con il suo sponsor storico Prysmian Group è il Mini 650.

Dal 2007 al 2009 si prepara per la sua prima transatlantica in solitaria, la mitica Mini Transat. Partecipa con un Mini di serie, ITA 626 Prysmian. Il suo risultato è forse uno dei migliori fino a quel momento fra i navigatori solitari italiani. Quarto su 49 iscritti in classe serie è un risultato che non può che averlo portato a desiderare di più. Nel 2009 quando partecipai alla OSTAR scesi a Newport sapendo che sarei tornato, a tutti i costi, a navigare. Credo che l’emozione unica della prima transatlantica sia indelebile.

Dopo il risultato del 2009 Giancarlo affina la propria preparazione nel durissimo circuito della Solitaire du Figaro. Sono regate d’altura su monotipo identici dove tutto sta alla bravura dello skipper. Per questo motivo sono campo di prova anche per i velisti più famosi. Pochi i navigatori solitari italiani che si sono cimentati in questa classe, pochissimi quelli che si sono distinti. Farsi giudicare ad armi pari è il più severo confronto che si può chiedere. Dopo quell’esperienza Giancarlo Pedote torna ai Mini 650 passando in classe Proto, con una barca che ha fatto la storia il Magnum 747 Prysmian.

Giancarlo in classe IMOCA

Durante il circuito di qualifica vince quasi tutto, alla Mini Transat domina sin dalla partenza, primo fra i navigatori solitari italiani a farlo. Solo la sfortuna vuole che gli si rompa il bompresso a poche centinaia di miglia dall’arrivo togliendogli il sogno da sotto gli occhi. Arrivò secondo, se pur vincitore morale, pur chiaramente rammaricato di non aver toccato il cielo dei navigatori solitari italiani. Giancarlo ripartirà ancora più determinato ed ancora più forte dell’umiltà imposta dalla dura legge del mare. Impara a volare sui foil in classe Moth e nel 2019 il grande passo prendendo in gestione l’IMOCA 60 Prysmian Group.

E’ iscritto e già qualificato per la Vendee Globe 2020/2021. Classe ’75 ha l’età giusta, la forza mentale e la preparazione per far bene. L’età media di chi fa bene in questa regata si aggira infatti intorno ai quaranta. Giancarlo partecipa con una barca con i foil, sebbene non appena costruita, primo fra i navigatori solitari italiani a “volare”.

Possiamo dire che per molti aspetti la sua è la prima partecipazione di navigatore solitario italiano alla Vendee Globe in vera modalità regata. Molti ricorderanno la partecipazione di Pasquale Di Gregorio su Wind e Di Alessandro di Benedetto su Team Plastique. La loro partecipazione fece sognare molti italiani ma era una partecipazione per concedersi di sognare. Giancarlo Pedote sarà sulla linea di partenza per fare una regata, la più dura al mondo, l’Everest della vela in solitaria.

Alessandro di Benedetto

Alessandro di Benedetto
Alessandro di Benedetto

Le imprese di Alessandro Di Benedetto hanno appassionato tantissimi, per lui è riservato un posto speciale fra i velisti solitari italiani. Il suo spirito è libero come fu quello di Moitessier, solo in tempi molto diversi. Alessandro approccia la vela come sfida personale dell’impossibile, la ricerca dell’avventura impensabile. Il suo spirito pionieristico ci ricorda le imprese di Alex Bellini o l’Ambrogio Fogar della OSTAR 1976 su Spirit of Surprise. Alessandro non è un uomo dei media, ma si fa amare dalla folla, da tutti coloro che non rinunciano a sognare. Tra navigatori solitari italiani che più mi hanno commosso per le sue gesta.

Italo francese di nascita, siciliano, si fa conoscere nel 2006 per una impresa che non era mai stata tentata. La Traversata del Nord Pacifico, in solitaria, su catamarano sportivo. Stabilisce per primo la rotta ed il tempo di riferimento da battere. Questa avventura ci dà già una dimensione di quest’uomo in pace con se stesso e con il mare.

Ma, è l’impresa successiva che raccontata anche ad un decennio di distanza fa venire la pelle d’oca. Adatta un Mini 650 alle sue esigenze parte per una circumnavigazione e prepara il colpo di genio che lo porterà nell’olimpo dei navigatori solitari italiani. La barca è tappezzata di tanti adesivi di piccoli sponsor, che hanno creduto nel suo sogno. Chissà in quanti davvero credevano ce l’avrebbe fatta.

L’impresa impossibile che lo porta nell’olimpo dei navigatori solitari italiani

La storia ha dell’incredibile e vi invito ad approfondire, la barca viene travolta da un’onda, disalbera. Alessandro non si dà per vinto e riesce a ricavare ed issare un albero più corto, adatta le vele, continua. Dopo 276 giorni di navigazione viene accolto come un Francis Chichester on un Robin Knox-Johnston dei nostri tempi. La sua impresa ha del surreale, dell’incredibile, e i francesi lo ammireranno per sempre per questo. La sua barca è esposta in secca a Les Sable D’Olonne.

Alessandro in classe IMOCA

Dopo la sua impresa può ambire ad una partecipazione alla Vendee Globe, non perché lui ami le regate, non è un regatante. Ma per molti punti di vista la Vendee Globe rappresenta la solitaria per eccellenza, ed essendo una regata si adatta alla ricerca di sponsor. La ditta francese Team Plastique lo mette in condizioni di acquistare un vecchio Imoca a chiglia fissa, che non avrà alcuna speranza di vincere. Quello che saprà fare è di far sognare il grande pubblico. Arrivato ultimo fra i concorrenti che completarono la regata fu accolto da un bagno di folla incredibile. Di nuovo Alessandro, se pur trascurato dai media italiani, meritava tutta la stima fra i navigatori solitari italiani.

Dopo la Vendee Globe, Alessandro di Benedetto arriva sesto su nove iscritti alla Route du Rhum 2014. Continua la ricerca di uno sponsor capace di portarlo su una barca più competitiva per diventare partecipe a pieno titolo. Non sappiamo se la voglia di competizione fosse nel sangue del nostro idolo fra i navigatori solitari italiani. Non sappiamo neanche se due circumnavigazioni ognuna incredibile a modo suo gli abbiano dato ciò che cercava. Dalla sua pagina sappiamo che è alla ricerca di uno sponsor. La barca non ce l’ha più ed è purtroppo andata persa per mani del successivo armatore. Sicuramente Alessandro non smetterà mai di sognare, se e quando tornerà per mare non so dirvelo.

Navigatori solitari italiani Class40

Matteo Miceli

Matteo Miceli
Matteo Miceli

Matteo Miceli è fra i navigatori solitari italiani a tutto tondo. ha fatto di tutto e di più, sopratutto in mediterraneo ma anche in giro per il mondo. Uomo della nautica per professione fa parte di molti progetti del cantiere Este. La sua prima e memorabile impresa Atlantica è il record stabilito nella traversata su catamarano sportivo del 2007. Aveva già conquistato il record in doppio e tornare con la sua Biondina Nera in solitaria gli fu quasi inevitabile. Anche Matteo ha il mare nel sangue e non lo affronta solo per vincere una regata. Lo affronta soprattutto per sé e per gli altri, la sua passione e il suo sorriso sono contagiosi.

Dopo aver partecipato al primo progetto di un Este40 negli anni in cui nasce la Class40, costruisce successivamente il suo Eco40. Anche questo secondo le regole di stazza Class40 con tuttavia alcune modifiche per rendere la barca ancora più ecologica. Dapprima lancia l’idea di una Roma Ocean World, una regata che andasse a sostituire il vuoto lasciato dalla Global Ocean Race 2011/2012. La GOR era alla seconda edizione e prevedeva 5 tappe, Matteo sognava un giro del mondo senza scalo, il comitato della Class40 era contrario. Si temeva non fosse adatto a barche così piccole che alla partenza sarebbero risultate sovraccariche.

Tre capi non bastano

Matteo decide dunque di tentare l’impresa da solo e ci riesce, o quasi. Tecnicamente completa la circumnavigazione tagliando la sua stessa rotta in uscita dal mediterraneo mentre stava per rientrare in Mediterraneo. Sfortuna vuole però che dopo oltre 20.000 miglia di navigazione improvvisamente cede la chiglia. La barca si capovolge e disalbera, Matteo è costretto ad abbandonare la barca, pur recuperandola mesi dopo. La sua storia è coperta dell’amarezza del giornalismo poco attento a capire che Matteo aveva già fatto il giro del mondo.

Il problema tecnico non avrebbe dovuto sottrarre nulla alla sua impresa. Non ha caso il suo libro scritto su quell’avventura si chiama “Tre capi non bastano”. Eco40 è tornata in mare dopo un refit completo, vedremo su quali rotte ci porterà il gagliardo Matteo. In ogni caso per quello che ha fatto merita un posto di rispetto fra i navigatori solitari italiani.

Gaetano Mura

Gaetano Mura
Gaetano Mura

Gaetano Mura nel 2016 tenta di completare l’impresa rimasta incompiuta, se pur parzialmente, da Matteo Miceli. Il viaggio di Gaetano, nuova stella fra i navigatori solitari italiani, è purtroppo tormentato da continui problemi col pilota automatico. Questi lo portano a decidere di abbandonare l’impresa in Australia. Un boccone molto amaro per Gaetano che sparisce per qualche anno senza risorse economiche per ritentare e con il bisogno di superare, come sempre accade, il momento del ritiro.

Gaetano rimane un marinaio, dal sangue sardo e la testa dura di chi è cresciuto fra i pescherecci. Di chi conosce il mare nel bello e nel cattivo tempo, che lo ama e lo amerà per sempre. Per quanto riguarda la vela, ci auguriamo gli si aprano nuove opportunità in futuro.

Andrea Fantini

Andrea Fantini
Andrea Fantini

Andrea Fantini esordisce in oceano con una Transat Jacques Vabre in doppio. A seguire diventa membro dell’equipaggio di Maserati un ex-Volvo70 modificato. Con questa barca Giovanni Soldini ha creato una serie di eventi, retate e record volti a massimizzare la visibilità d’immagine per lo sponsor. Fuori da ogni classe in regate minori, o addirittura su vecchie rotte dimenticate era un progetto mediatico. Non possiamo biasimare Giovanni che sicuramente ha messo una buona ipoteca per la sua carriera di velista ormai conclusa. Sicuramente non è questa la vela che fa sognare, ed anche il successivo passaggio ad un trimarano Mod70 modificato ha convinto poco.

Ma torniamo ad Andrea, che forte dell’esperienza oceanica sul VOR70 di Giovanni prova a 35 anni ad aprirsi una strada propria. Andrea riporta in vita il Class40 ex-Telecom Italia che aveva visto Giovanni trionfare alla Transat Jacque Vabre 2007 e alla The Transat 2008. Con il nuovo Sponsor Enel Green Power partecipa alla Route du Rhum 2018. Nel decennio passato da quando quella barca era una bomba intoccabile sono emerse barche ancora più veloci ed Andrea conclude in trentesima posizione. Non ho seguito la regata e non so se ci fossero altri elementi da considerare.

Al momento il sito di Andrea risulta trascurato da qualche tempo, l’ho sentito qualche mese fa ed era a caccia di sponsor. Il ritiro dalla Transat Jacques Vabre 2019 per una collisione con un oggetto semi-sommerso non ha giovato ad aprirgli porte. Le sue capacità e la sua ambizione sono indiscusse ma sicuramente i tempi sono duri più che mai per mettere in acqua nuovi progetti. Confidiamo di rivederlo sulla partenza di una grande classica a breve. Speriamo che sappia trovare altro meritato spazio fra i navigatori solitari italiani.

Marco Nannini

Marco Nannini
Marco Nannini

Marco Nannini, beh, sono io lo scrivente. Ho aggiungo la mia voce per completezza, vi ho già parlato di come sia rimasto stregato dalle regate d’altura con la OSTAR 2009. Nel 2010 ho partecipato con UniCredit come sponsor. Decimo all’altezza delle Azzorre ho ritardato di troppo la discesa verso Sud, un solo errore costatomi oltre 15 posizioni. Avevo una barca di una generazione indietro rispetto alle vincenti e certo non ambivo al podio, specie alla prima partecipazione. Rimasi molto soddisfatto della mia regata se pensate che la mi prima esperienza in barca in solitaria era di appena 4 anni prima.

Dopo la Route du Rhum dovetti fare i conti con l’uscita di tutta la cordata di Alessandro Profumo da UniCredit. Fra questi anche la persona interna che aveva appoggiato l’idea della mia sponsorizzazione. Questa doveva continuare per la mia partecipazione alla Global Ocean Race del 2011/2012. Regata in doppio in 5 tappe che si riallaccia al sogno di Miceli di creare una regata in solitaria senza tappe. La finanza internazionale era tracollata già con Lehman nel 2008. I risvolti sull’economia reale si fecero sentire con ancora più forza nel 2011 e la sponsorizzazione non fu confermata.

Un treno che passa una volta sola

Decisi che quello era un treno che sarebbe passato una volta sola, ero pronto, solo in gravi difficoltà economiche. Racimolando quello che ho potuto persino dal pubblico che mi seguiva, partecipai alla GOR 2011/2012. Questo mi guadagnò anche il titolo di velista dell’anno 2012 e una medaglia al merito della Presidenza del Senato del Repubblica Italiana. Sulla scia di quell’esperienza creai un polo di allenamento per aspiranti navigatori in solitaria, il Centro Italiano Vela d’Altura.

L’esperienza si concluse per motivi personali a inizio 2018 quando mio malgrado fui costretto a trasferirmi a Brescia. Per fortuna avevo concluso il mio giro del mondo e non avevo nulla in sospeso con me stesso. Oggi vado fiero di tutti i miei errori e successi e la vita che ne è risultata, senza rimpianti. Non occupo certo un posto di rilievo fra i navigatori solitari italiani, ma la sensazione e di aver vissuto tante vite, cambiando ed adattandomi.

Navigatori solitari italiani Mini 650

Ambrogio Beccaria

Ambrogio Beccaria
Ambrogio Beccaria

Quella di Ambrogio Beccaria è una di quelle storie di cui vorremmo poterne avere di più. Ambrogio detto Bogi o il Cammellone ha fatto un percorso basato su tecnica preparazione e talento sin da piccolo. Dopo la Mini transat 2015 recupera a basso costo il Pogo2 abbandonato da Ian Lipinsky durante la regata. Barca rimasta in mare per lungo tempo e tutta da rifare. Dopo mesi in cantiere, lavorandoci come studente di Ingegneria Nautica a La Spezia, vara ITA 539 Alla Grande. In breve tempo il suo naturale talento e la sua tecnica acquisita sin da piccolo lo fanno emergere. Dall’Italia alla Francia si fa riconoscere ed inizia a vincere o conseguire piazzamenti invidiabili.

Alla partenza del 2017 era già guardato con ammirazione dai francesi che vedevano in lui un futuro talento. Erano già comparsi i Pogo3 a prua tonda e Ambrogio si guadagna l’appellativo di primo fra gli appuntiti. Ovvero primo fra coloro che navigavano ancora su barche della generazione precedente. Alla Transat 2017 purtroppo rompe il bompresso ed è costretto ad uno scalo tecnico. Conclude comunque 26-esimo su 65 con una rimonta che attira l’attenzione di molti fra i compatrioti navigatori solitari italiani.

Un posto nell’olimpo dei navigatori solitari italiani

Come per ogni navigatore, il primo oceano è il primo grande amore. Se a questo aggiungi la rottura e quella giusta dose di amaro in bocca ne viene fuori una miscela esplosiva. Ambrogio passa al Pogo3 ITA 943 e da subito inizia a vincere o a piazzarsi con costanza sul podio. L’esperienza del 2017 è fondamentale perché al secondo tentativo molte incognite sono superate. Alla partenza è il grande favorito fra i serie e riesce in quello che nessuno era mai riuscito a fare prima. Giancarlo Pedote era stato fregato dal bompresso infingardo esploso sul finale.

Ambrogio, dopo la sfortuna del 2017, diventa il primo italiano a vincere la Mini Transat. Vincerla nei serie per di più, dove molti altri hanno la stessa barca diventa ancora più significativo. Ambrogio si è guadagnato un posto storico, indelebile, fra i navigatori solitari italiani.

Alberto Bona

Alberto Bona
Alberto Bona

Alberto Bona, da sempre sotto l’egida dello Yacht Club Italiano è un velista piuttosto poliedrico che ha navigato in molte classi con risultati piuttosto costanti. Anche Alberto fa il passaggio obbligato con la Mini Transat, nel 2013 con un Pogo2 conquista il quinto posto fra i serie, stesso anno in cui Pedote arrivava secondo fra i proto. L’Italia c’era e si stava facendo notare, Bona come Pedote hanno portato tante altre nuove leve in oceano. Nel 2015 Alberto tenta il passaggio ai proto con ITA 756 dopo averne modificato la chiglia resa basculante e sliding. I problemi tecnici però lo perseguitano sin dall’inizio mettendo in discussione il progetto stesso.

Nel 2015 Alberto è alla partenza insieme ad altri 26 Proto ma sarà costretto ad abbandonare. Alberto oggi ha fatto il salto di Classe passando alla Solitaire du Figaro su Sebago, un Figaro3. In questa classe monotipo come già detto è solo lo skipper a far la differenza. Il passaggio sui Figaro è sempre un bagno di umiltà che fa crescere tutti i velisti. La regata è momentaneamente sospesa causa pandemia Covid19 ma non vediamo l’ora di vedere come si comporterà lo skipper torinese nel prosieguo della regata. Non è esclusivamente uno dei navigatori solitari italiani, la sua carriera è ancora aperta a molte possibilità.

Luigi Dubini

Luigi Dubini
Luigi Dubini

Di Luigi Dubini so poco o nulla, pertanto mi limito a riportare il risultato fra in navigatori solitari italiani. Ha partecipato su un Serie di seconda (ma non ultima) generazione alla Mini Transat 2019. Non so se la sua partecipazione sia stata uno sfizio o l’inizio di una carriera. Lo scopriremo in futuro se il suo nome ricomparirà sui tabelloni di qualche grande regata.

Daniele Nanni

Daniele Nanni
Daniele Nanni

Lo stesso vale per Daniele Nanni, pertanto ricordiamo fra i navigatori solitari italiani il suo piazzamento alla Mini Transat 2019. Speriamo che anche in lui sia nato un amore indimenticabile e che torni a navigare.

Mini Transat 2019 (ITA 659 Audi E-Tron) 49/65

Marco Alejandro Buonanni

Marco Buonanni
Marco Alejandro Buonanni

Marco Buonanni è un capitano, marinaio di mestiere, con migliaia di miglia di navigazione alle spalle. Abituato ad armare e curare grandi barche non era però cresciuto con il vento nelle mani. Nel senso che non era certo un regatante di lunga data ma senz’altro un ottimo marinaio.

Di questo ha dato prova anche alla Mini Transat 2019 dove dopo una avaria tecnica ha comunque completato la regata. Il suo spirito marinaresco lo ha portato fino al traguardo nonostante fosse tagliato fuori dall’aspetto competitivo della regata. Credo, immagino, sia tornato a fare il capitano e che abbia soddisfatto il suo sogno. Compiendo questa impresa si è ritagliato il suo diritto di menzione fra i navigatori solitari italiani.

Mini Transat 2019 (ITA 769 Bandolero – Serie) 50/65

Alessio Campriani

Alessio Campriani
Alessio Campriani

Alessio Campriani è indirettamente un collega, in quanto entrambi abbiamo lavorato in UniCredit. Io mi dovetti licenziare nel 2011 per partecipare alla Global Ocean Race quanto anche l’aspettativa non pagata mi fu negata. Per fortuna di Alessio, la Mini Transat ha tempi tali da poter essere gestita, con qualche sacrificio, con le ferie lavorative.

Anche quanto partecipai alla OSTAR del 2009 lo feci senza neanche un giorno di permesso aggiuntivo. Alessio è sicuramente rimasto stregato da questa esperienza, risultato a parte. Avendogli parlato di recente so che sogna nuove avventure ma dovremo aspettare per vedere cosa farà. E’ sicuro che è stato onorato di essere entrato nell’elenco dei navigatori solitari italiani.

Mini Transat 2019 (ITA488 Zebulon) 54/65

Luca Rosetti

Luca Rosetti
Luca Rosetti

Fra i navigatori solitari italiani, non conosco Luca Rosetti. Il suo curriculum ci incuriosisce, ex-atleta sulle derive esordisce in Mini con un vecchio proto ITA 342. Come tutti i primi progetti era probabilmente low cost ma Luca lo ha portato a termine. E’ giovane, ha una ottima preparazione tecnica pregressa, ha completato una prima Mini Transat. Speriamo di re-incontrare Luca sul circuito internazionale al più presto.

Mini Transat 2019 (ITA 342 Maccaferri/Cel – Proto) 18/22

Andrea Fornaro

Andrea Fornaro
Andrea Fornaro

Andrea Fornaro è un poliedrico quanto sanguigno velista professionista di Orbetello. Atleta sin da bambino ha navigato in tantissime classi fra derive e cabinati. Tentò persino una campagna Star alle Olimpiadi di Londra 2012. Ossessionato dalla velocità e perfezione della preparazione e della barca è un regatante puro fra i navigatori solitari italiani. Tutto quanto può esserci di opposto al sognatore, Andrea non gioca per partecipare, lui vuole vincere.

Forte di uno sponsor che ha sempre creduto in lui Andrea è conosciuto per la sua impulsività che non sembra smussarsi col passare del tempo. Oggi è al suo terzo Mini ITA 970 e, dopo due anni di pausa, si prepara per l’assalto alla Mini Transat 2021. Ha tutte le carte in regola per fare bene, due Mini Transat alle spalle, tanta esperienza tecnica. Un ottimo budget e la metodicità che serve per vincere, ma come sappiamo il mare è infingardo.

Nel 2017 l’ottimo piazzamento in quinta posizione assoluta fra i proto. Per il 2021 auguriamo che sappia conquistare il sogno infranto di Giancarlo Pedote nel 2013. Diventerebbe il primo italiano a conquistare il gradino più alto della Mini Transat fra i proto. Dopo la vittoria di Ambrogio rimane solo più questo primato sfuggito per un soffio a Pedote per dimostrare che l’Italia in Oceano c’è. Chissà se sarà Andrea, fra tutti i navigatori solitari italiani, a farcela.

Michele Zambelli

Michele Zambelli
Michele Zambelli

Michele Zambelli e un giovane velista classe 1990 che vanta già due partecipazioni alla Mini Transat. Prima decimo nel 2013 e dunque sesto nel 2015 sempre a bordo di Illumia ITA 788. Di Rimini, col suo sorriso solare è promosso da Cino Ricci che ne vede le grandi potenzialità. Dopo la Mini Transat del 2015 Michele fa un salto di Classe rilevando il Class 950 Tenace affidato allo Yacht Club Italiano.

Con questo partecipa alla OSTAR 2017 con l’ambizione di battere il record per barche fino a 35 piedi. Record imbattuto dal 1996 e detenuto dalla britannica Mary Falk. Purtroppo una collisione con un qualcosa di sommerso rischia di perdere la chiglia. E’ costretto ad abbandonare la barca soccorso da un elicottero canadese.

Dopo quell’episodio che sicuramente gli è pesato tantissimo si perdono le sue tracce. Il suo sito è rimasto sospeso al momento prima della partenza in cui ci invita a partire metaforicamente con lui. Non l’ho sentito di recente e non so se abbia in programma altre regate. Speriamo ritorni a navigare, per la sua naturale bravura, e distinguersi ancora fra i navigatori solitari italiani.

Emanuele Grassi

Emanuele Grassi
Emanuele Grassi

Quella di Emanuele Grassi è una partecipazione amatoriale fra i navigatori solitari italiani. Un momento di stacco dalla vita lavorativa alla quale è tornato dopo la regata.

Federici Cuciuc

Federico Cuciuc
Federico Cuciuc

Federico Cuciuc ha ancora molto da dare fra i navigatori solitari italiani. Nel 2018 ha rilevato il Mini 667 Eva Luna due volte vincitore della Mini Transat con il quale si sta allenando.

Simone Gesi

Simone Gesi
Simone Gesi

Pur risalendo al 2011 per completezza riportiamo la partecipazione di Simone Gesi alla Mini Transat 2011. Chiunque porti a termine questa regata merita un posto di riguardo fra i navigatori solitari italiani. E’ rimasto attivo nel circuito partecipando alle regate nazionali non credo Simone abbia in cantiere altri progetti oceanici.

Susanne Beyer

Susanne Beyer
Susanne Beyer

Quella di Susanne Beyer ambiva ad essere una carriera nella vela fra i navigatori solitari italiani. Dopo la Mini Transat 2011 cercò di fare il salto ai Class40 ma senza esordire in alcuna regata internazionale. Oggi compagna di Emanuele Grassi, con il quale ha avuto un figlio non pare abbia altri progetti atlantici in cantiere, ma non si sa mai.

Navigatori solitari italiani altre classi

Andrea Mura

Andrea Mura
Andrea Mura

Andrea Mura è sempre stato il più mediatico dei navigatori solitari italiani, fin troppo. Con un taglio mediatico un po’ troppo sensazionalistico per i miei gusti ha sempre cercato di fare il possibile per portare a casa risultati. La sua barca, un Open 50 per cui non esistono più regate di classe poteva competere in poche regate. In tutte le altre, con la logica dei tempi compensati non poteva ragionevolmente ottenere risultati. Fra le regate che ammettono barche di ogni categoria rimangono solo più la classe Rhum della Route du Rhum, e la OSTAR.

La classe Rhum è la classe dei sognatori, ed accoglie tutte quelle partecipazioni che non rientrano fra le classi dei professionisti. In questo senso è una regata solo nel senso che si vince arrivando primi, ma le barche sono molto diverse fra loro. La barca di Andrea Mura arrivata seconda nel 2010 era prima fra i monoscafi fra gli 11 partecipanti in totale fra monoscafi e multiscafi.

La OSTAR del dopo 2000 – senza professionisti

Nel 2013 e 2017 Vento di Sardegna vince comodamente due edizioni della OSTAR ormai priva di professionisti e sempre meno concorrenti. Di questo abbiamo parlato a lungo in questo articolo spiegando come la OSTAR sia diventata un’altra regata dal 2000 in poi. Andrea Mura partecipa di nuovo alla Classe Rhum nel 2018 ma è costretto al ritiro. Nel 2016 Andrea Mura aveva opzionato l’acquisto di un nuovo IMOCA 60 ma il progetto non trovo i finanziatori per proseguire e la barca fu ceduta ancora prima di uscire dal cantiere. Non sappiamo se Andrea abbia altri progetti in mente dopo aver venduto Vento di Sardegna.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo parlato di navigatori solitari italiani con esperienza e curriculum. Ci auguriamo pertanto che la lista reale, inclusiva di nastri nascenti, sia molto più lunga di quella proposta. Dovevamo però darci un metro di misura equo e basato sui risultati e progetti già portati a termini. Perché mai quanto nella vela, fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!

Ambrogio Beccaria
Ambrogio Beccaria

Fra i velisti più promettenti, per età, risultati e capacità dimostrata, i miei occhi sono puntati su Ambrogio Beccaria. Dopo la vittoria in Mini Transat il passaggio sui Figaro3 sarà formativa. Ma, vedremo con quale barca e in quale classe lo vedremo tornare al grande Oceano in Solitaria. Oltre ai Figaro, la Class40 è una possibilità concreta, certo rispetto ad una Mini Transat i budget sono decuplicati. Specie se si vuole mettere in acqua un progetto vincente. Sui Figaro da seguire anche Alberto Bona su Sebago iscritto alla Solitaire du Figaro.

Fra i ministi, da seguire la prossima Mini di Andrea Fornaro. Con una barca nuovissima, una preparazione e dedizione alla tecnica invidiabile e due partecipazioni, speriamo la terza sia quella del trionfo.

Nella Class40, Fantini è l’ultimo ad essere stato attivo in solitaria e non so se all’orizzonte ci siano progetti italiani in cantiere. Fra i navigatori solitari italiani in questa classe vediamo se Matteo Miceli ci sorprenderà con altre avventure.

Fra i navigatori solitari italiani il più maturo è indubbiamente Giancarlo Pedote. Sta arrivando alla partenza della prossima Vendee Gloobe con metodo e preparazione. Per questo sicuramente spicca come velista italiano del momento insieme al giovane Beccaria. Uno perché giovane e capace, l’altro perché maturo e preparato. Una mezza generazione li separa ma entrambi rappresentano due talenti di cui andare orgogliosi. Già in passato hanno regalato soddisfazioni al pubblico italiano. Questi i miei due navigatori italiani preferiti del momento. Forza azzurri!

Giancarlo Pedote (Photo Rivacomm)
Giancarlo Pedote (Photo Rivacomm)

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