Normativa della nautica da diporto: riferimenti essenziali

La nautica per le unità da diporto è regolata da un insieme di norme dedicate e separate rispetto a quelle della nautica di tipo commerciale. Il diportista tuttavia raramente le conosce, se non in maniera vaga e indiretta. Spesso l’accesso alle norme è mediato da articoli di riviste del settore che parlano di aspetti specifici e discutono di interpretazioni e applicazioni ai casi concreti. Un possibile motivo risiede nella difficoltà di accesso alla normativa nautica. In effetti, anche se è pubblicamente disponibile, bisogna sapere dove trovarla e come si scarica da internet la versione valida in un certo giorno.

Normativa della nautica - Bandiera Italiana
Normativa della nautica – Bandiera Italiana

Partiamo subito dalla normativa nautica fondamentale e precisamente:

Potremmo concludere qui il nostro articolo, limitandoci ad un invito a leggere la normativa sulla nautica da diporto. Riteniamo che questo esercizio debba accompagnare tutta la vita del diportista, non solo i momenti in cui non se ne può fare a meno. Come ad esempio quando emerge un contenzioso o durante il conseguimento della patente nautica. Ma la normativa nautica non rimane statica, ma evolve nel tempo. Riteniamo quindi utile fornire anche qualche strumento per aiutare il diportista a ricercare la normativa nautica e scaricare gli aggiornamenti in futuro. A costo che questo articolo possa sembrare a prima vista poco “nautico”.

Il Codice della nautica

Partiamo dal testo di maggiore interesse per il diportista, il DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2005, n. 171, intitolato “Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172”.

Il testo ha subito nel tempo molte modifiche, documentate qui, ma il decreto, con il suo titolo originale, è ancora in vigore.

Il Codice della nautica ha previsto, all’Articolo 65, che  fosse emanato un decreto attuativo e ad esso fa riferimento in vari parti del testo. In effetti è stato prodotto nel 2008 (il Decreto 29 luglio 2008, n. 146 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti). Anch’esso ha subito varie modifiche documentate qui ma il link rimanda al più recente aggiornamento.

Codice della nautica e Regolamento attuativo devono essere considerati insieme, come un unico corpus fondamentale della normativa nautica italiana.

La normativa nautica in europa e il suo recepimento in Italia

Commissione Europea
Commissione Europea

I riferimenti

La Direttiva attualmente in vigore è la 2013/53/UE “relativa alle imbarcazioni da diporto e alle moto d’acqua e che abroga la direttiva 94/25/CE”. Il link fornito è la versione che consolida la successiva Rettifica della direttiva 2013/53/UE del 2015.

Come è noto le Direttive europee non sono immediatamente applicabili, ma richiedono una legge attuativa. Nel caso italiano è il DECRETO LEGISLATIVO 11 gennaio 2016, n. 5 che appunto titola Attuazione della Direttiva 2013/53/UE. Il titolo precisa anche che è  relativa alle unità da diporto e alle moto d’acqua e che abroga la Direttiva 94/25/CE.

Qui è necessario qualche spiegazione di numeri e date. Infatti ci si domanda come mai il Codice nel titolo faccia riferimento alla attuazione della Direttiva 2003/44/CE che è stata superata dalla Direttiva del 2013.

Un percorso logico e cronologico

Seguendo il percorso logico oltre che cronologico della normativa nautica si osserva che:

  1. Esistono due filoni della normativa nautica che procedono in parallelo: il Codice della nautica da diporto (italiano) e le direttive (europee) a cui è necessario dare attuazione.
  2. Nel 2013 è stata abrogata la Direttiva 94/25/E, aggiornata con la Direttiva 2003/44/CE  e infine sostituita dalla Direttiva 2013/53/UE. L’oggetto sono i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei prodotti di cui all’articolo 2, paragrafo 1 (imbarcazioni da diporto, moto d’acqua, componenti vari, motori n.d.r.) e le norme sulla loro libera circolazione nell’Unione.
  3. La nuova Direttiva è stata recepita nel 2016 con il DECRETO LEGISLATIVO 11 gennaio 2016, n. 5. Conseguentemente gli articoli del Codice della nautica di recepimento della precedente Direttiva del 2003 sono stati abrogati (si veda in proposito l’Articolo 46).
  4. Pertanto, per ciò che concerne la progettazione, costruzione e immissione in commercio di unità da diporto, si applica il DECRETO LEGISLATIVO 11 gennaio 2016.
  5. Per ciò che concerne invece il Codice della nautica da diporto, continua a valere il DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2005, n. 171, con il relativo decreto attuativo 29 luglio 2008, n. 146. Il decreto conserva il titolo originario “Codice della nautica da diporto ed attuazione della Direttiva 2003/44/CE”. Nel merito però, il testo non ha nulla più a che fare con tale Direttiva.

Reperimento delle fonti

Se si è interessati all normativa nautica si raccomanda sempre di riferirsi alle fonti ufficiali, italiane o europee. Nel primo caso fa testo la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Dalla home page è possibile accedere ad uno strumento che si chiama “Normattiva”, un archivio degli atti normativi numerati in versione “vigente” e “multivigente”. Questo vuol dire che viene fornito un “collage” dei testi legislativi che sono validi ad una certa data. Un percorso suggerito di ricerca potrebbe essere di  andare sul menu in alto “Ricerca” → “Ricerca Avanzata” → “Atto vigente ad una data”. Digitare l’oggetto della ricerca (ad es.: “diporto”) nel campo “Parole del titolo” → “contengono”, lasciando bianchi tutti gli altri campi e controllando che la “Data vigenza” sia quella odierna.

Per coloro che vogliono invece ulteriormente addentrarsi nella normativa nautica europea, ci colleghiamo alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (ad esempio nella versione italiana). Utilizzando gli strumenti di ricerca avanzata, si ottengono buoni risultati ricercando come parola chiave “diporto” nel titolo.

Uno sguardo ai contenuti

Si è visto che la normativa nautica è suddivisa in due “rami”. È utile richiamare il fatto che i due rami hanno oggetti e obiettivi diversi.

Il ramo europeo

Il ramo “europeo” è focalizzato su i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei prodotti.  Di cui all’articolo 2, paragrafo 1, e le norme sulla loro libera circolazione nell’Unione.

I prodotti di cui all’articolo 2 sono (sommariamente) imbarcazioni da diporto, moto d’acqua, componenti e motori.

La norma in sostanza intende armonizzare le caratteristiche di sicurezza delle imbarcazioni da diporto. Si pone anche l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli al commercio delle imbarcazioni da diporto tra Stati membri. Si tratta per lo più di aspetti di interesse di chi produce e commercializza prodotti nel settore della nautica. Meno per chi è semplicemente un utente del diporto.

Cantieri - Jeanneau - Sun Odissey 410
Cantieri – Jeanneau – Sun Odissey 410

Aspetti rilevanti per un diportista

Alcuni aspetti potrebbero però anche interessare il diportista. A titolo di esempio si potrebbero citare:

  • Sicurezza e Ambiente. Anzitutto va colto lo spirito generale della norma, finalizzata a responsabilizzare tutti gli operatori economici che intervengono nella catena di fornitura e di distribuzione ad adottare opportune misure per garantire che i prodotti oggetto della Direttiva non mettano in pericolo la salute e la sicurezza delle persone, le cose o l’ambiente quando siano fabbricati in modo corretto e sottoposti ad una corretta manutenzione. Sicurezza e ambiente sono le due parole chiave, che perfettamente si possono traslare fino all’ultimo elemento della catena destinatario della norma, cioè noi stessi come diportisti. Infatti il requisito della “dovuta diligenza”, che la Direttiva riserva agli operatori del settore, non esime il diportista dallo stesso requisito, in quanto soggetto che in ultima analisi paga (caro) le conseguenze di eventuali negligenze.
  • Obblighi di identificazione delle unità. L’imbarcazione deve essere identificabile e contrassegnata. Inoltre separatamente deve riportare una targhetta riportante il nome, la denominazione commerciale registrata o il marchio registrato e il recapito del fabbricante, la marcatura, la categoria di progettazione, la portata massima consigliata, il numero di persone raccomandato dal per cui l’unità è stata progettata.
  • Obbligo di dotare l’imbarcazione e il motore del “Manuale del proprietario”. Tali manuali forniscono tutte le informazioni necessarie per l’uso sicuro del prodotto attirando particolarmente l’attenzione su messa in opera, manutenzione, funzionamento regolare, prevenzione dei rischi e gestione dei rischi.

Categorie di progettazione

Si richiama in particolare l’attenzione sulla la categoria di progettazione dell’unità da diporto. È proprio questa direttiva che stabilisce l’obbligo di inquadrare l’imbarcazione posta in commercio all’interno di una delle “categorie di progettazione” indicate nella famosa tabella:

AImbarcazione progettata per venti che possono superare forza 8 (scala Beaufort) e un’altezza d’onda significativa superiore a 4 metri ad esclusione di circostanze anomale come tempeste, tempeste violente, uragani, tornado e condizioni estreme di navigabilità o onde anomale
BImbarcazione d progettata per una forza del vento fino a 8, compreso, e un’altezza d’onda significativa fino a 4 metri, compresi.
CUn’unità progettata per una forza del vento fino a 6, compreso, e un’altezza d’onda significativa fino a 2 metri, compresi.
DUn’unità progettata per una forza del vento fino a 4, compreso, e un’altezza d’onda significativa fino a 0,3 metri, compresi, con onde occasionali di altezza massima pari a 0,5 metri.
Normativa della Nautica - Targhetta CE
Normativa della Nautica – Targhetta CE

Il ramo italiano

L’ambito della normativa nautica italiana è identificato nei primi due articoli (1 e 1bis). In sintesi, il Codice della nautica si applica alla navigazione da diporto esercitata, per fini esclusivamente lusori o anche commerciali, mediante natanti, imbarcazioni e navi da diporto.

Normativa della nautica - Certificato limitato di Radiotelefonista per navi
Normativa della nautica – Certificato limitato di Radiotelefonista per navi

Essa tratta di:

  • Iscrizione delle unità, abilitazione alla navigazione e distanza dalla costa
  • Potenza del motore
  • Apparati ricetrasmittenti di bordo
  • Numero minimo dei componenti dell’equipaggio delle unità da diporto
  • Sicurezza e controlli
  • Patente nautica
  • Responsabilità civile
Normativa della nuatica - Patente nautica
Normativa della nuatica – Patente nautica

Il Regolamento di attuazione invece tratta in maggiore dettaglio di:

  1. Procedure amministrative inerenti alle unità da diporto;
  2. Disciplina delle patenti nautiche (obblighi, requisiti, revisione e revoca, scuole e associazioni nautiche);
  3. Sicurezza (sia della navigazione che delle unità da diporto.

La normativa è tutta qui?

Purtroppo no, abbiamo identificato quella primaria, ma la normativa sulla nautica da diporto non è tutta qui.

Altre norme italiane

Infatti è da notare che il Codice della nautica, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non costituisce un testo unico di riferimento. Infatti, l’Articolo 1, comma 3 del Codice contiene un  rimando, per quanto non previsto dal Codice alle leggi, i regolamenti e gli usi di riferimento. In mancanza, si va addirittura indietro alle disposizioni del codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e le relative norme attuative.

Ordinanze

Inoltre, prima di intraprendere una navigazione, si consiglia anche uno sguardo ai provvedimenti e ordinanze locali. Il sito della Guardia Costiera consente una ricerca delle ordinanze, filtrando sia per luogo (i comandi locali della Guardia costiera, che per categoria.

Guardia Costiera
Guardia Costiera

Normativa tecnica

Infine, un altro corpus che integra normativa nautica è quello delle norme tecniche a cui spesso le direttive europee e italiane rimandano. Talvolta si tratta di norme specifiche del settore. È il caso del Regolamento internazionale per prevenire le collisioni in mare (COLREG 1972) o del Codice europeo delle vie di navigazione interna (CEVNI). In altri casi si tratta di norme generali come le Norme del Comitato europeo di normalizzazione (CEN) e del Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (Cenelec).

COLREG 1972 - Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare
COLREG 1972 – Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare

L’elenco delle norme armonizzate è deciso (e pubblicato) dalla Commissione EU tramite atti chiamati “Decisione di esecuzione” (un tempo erano semplici comunicazioni). L’ultima in ordine cronologico è la Decisione di esecuzione (UE) 2020/50.

A titolo di esempio, il concetto di “lunghezza dello scafo” è contenuto nella norma “EN ISO 8666:2018 Unità di piccole dimensioni — Dati principali”. Il sito internet iso.org riporta l’Abstract “ISO 8666:2018 establishes definitions of main dimensions and related data and of mass specifications and loading conditions. It applies to small craft having a length of the hull (LH) of up to 24 m”. Purtroppo le norme tecniche sono accessibile dai siti degli enti normatori solo a pagamento e pertanto non è possibile riportarne il link.

Conclusioni

Abbiamo cercato di chiarire ai diportisti l’importanza di leggere i testi originali della normativa nautica e a tale fine abbiamo fornito i link di riferimento. Questo aumenta la consapevolezza e la capacità di interpretare le situazioni, di navigare in sicurezza e di tutelarsi di fronte a possibili contenziosi o incidenti. Visto che le norme evolvono nel tempo, abbiamo indicato come ricercare le norme per rendere il diportista autonomo nel futuro nella ricerca degli aggiornamenti. Abbiamo anche fornito una panoramiche degli argomenti contenuti nella normativa nautica. Senza pretesa di esaustività  può essere utile  per potersi orientare più velocemente e reperire i testi originali sulle tematiche di interesse.

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