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Come preparare la vostra barca da crociera ad una traversata atlantica

Questa premessa spero vi aiuti a capire che le insidie del mare non esistono solo in una dura regata come la OSTAR. Il fatto che il mio percorso sia legato alla preparazione di una regata in solitaria poco cambia. La mia barca da crociera avrebbe dovuto avere le stesse caratteristiche anche per affrontare una ARC (Atlantic Rally for Cruisers). Anzi, una traversata atlantica in regata vi offre parziale protezione perché avete altri concorrenti che possono soccorrervi. Il Comitato di regata conosce la vostra puntuale posizione e velocità e potrà mettersi in allerta se succede qualcosa.

Una traversata atlantica fatta fuori da un contesto ricreativo come la ARC o una regata può essere addirittura più pericoloso. Dunque, non dovete pensare alle questioni qui affrontate come soluzioni per regatanti o per velisti in solitaria. Perché a parte pochissimi aspetti pratici cambia davvero poco per voi, riguardo al mare e alla vostra barca da crociera. Anche se siete in equipaggio, nel corso di lunghe navigazioni vi troverete spesso soli in pozzetto. Anche se non siete in regata, passata l’euforia iniziale tutti vogliono arrivare il prima possibile.

Spinnaker strappato e tipiche nuvole del dopo fronte freddo
Spinnaker strappato e tipiche nuvole del dopo fronte freddo

Ricordate che la causa numero uno di lentezza di una barca sono le rotture. Quindi dovete avere chiare le vostre priorità, la vela super tecnologica non serve a niente nel caso cedesse l’albero. Le vele di prua, spinnaker o gennaker che siano, vi fanno correre se li issate. Le vele che rimangono nelle sacche per vostra inesperienza non servono a niente. I soldi spesi meglio nella preparazione sono quelli dedicati a navigare e fare miglia. Se siete in Mediterraneo dovete navigare sia in autunno che in inverno. L’estate, influenzata dall’anticiclone quindi dal bel tempo e condizioni miti, vi dà false sicurezze che potreste pagar caro.

Corrente elettrica a bordo

Di corrente elettrica a bordo della vostra barca da crociera o anche da regata abbiamo parlato a lungo in un altro articolo. Barca a vela: gestione delle batterie e della corrente a bordo. Vi invito a leggere dunque quell’articolo per approfondire questo tema. Rimanendo nello specifico della preparazione per una traversata atlantica richiamerei l’attenzione su alcuni punti:

Il dimensionamento del banco batterie dei servizi

E’ importante che stiliate una tabella di tutte le utenze che consumano corrente. Per ciascuna dovete conoscere il consumo orario e le ore di utilizzo giornaliero. Compilando questa tabella, come spiegato nell’articolo, arriverete al fabbisogno energetico giornaliero. Questo può variare molto a seconda delle vostre abitudini ed è importante imparare a ridurre i consumi. Nelle mie attraversate non ho mai avuto il frigo, ma ero in regata. Solo durante il mio giro del mondo avevo un dissalatore, ma non nelle transatlantiche. Mi lavavo, raramente, usando l’acqua di mare e sapone apposito.

Batterie banco servizi
Batterie banco servizi

Navigando in solitaria, va messo in conto l’utilizzo assiduo dell’autopilota ma probabilmente lo userete anche in equipaggio. Dovete fare attenzione anche al computer di bordo, io avevo un piccolo notepad. Consumava meno di un Ampere, mentre un comune laptop ne consuma tre o quattro e la differenza si paga. Il radar è uno strumento preziosissimo per la sicurezza anche se non siete in solitaria. Vi invito a leggere la nostra guida all’utilizzo del radar in sicurezza. Anche questo dovrebbe rimanere sempre acceso, sacrificando altri consumi meno importanti.

Radar Marino
Radar Marino

Al giorno d’oggi direi che anche l’AIS sia essenziale e vi consiglio una unità Classe B che riceve e trasmette. Anche su questo potete leggere “Cos’è l’AIS: strumento essenziale per la sicurezza in barca a vela“. Dunque dovrete sommare il consumo anche di questa unità che per fortuna è basso. Anche display cartografici, strumenti, luci di cabina e di via hanno i loro consumi. La somma nella mia esperienza raggiunge i 200 Ampere circa con autopilota, radar, AIS e molta attenzione sul resto. Su una barca da crociera però con frigo ed acqua corrente fate bene i calcoli.

La scelta del tipo di batterie

Anche sulla scelta delle batterie ho le mie opinioni di cui ho parlato nell’articolo. È inutile spendere soldi per batterie definite “marine” che è una dicitura usata solo per alzare i prezzi. Usate delle semplici batterie acido-piombo che se comprate nuove costano poco e sono più che adeguate. Unico punto di attenzione, legatele bene e compratele sigillate,  poiché l’acido è pericoloso. Posso raccontarvi aneddoti di vele nuove ridotte a spazzatura dall’acido fuoriuscito dalle batterie.

Batteria AGM
Batteria AGM – Molto più costosa delle acido-piombo tradizionali

L’utilizzo dell’entrobordo per la ricarica delle batterie

La capacità di assorbimento di un banco di batterie è proporzionale alla sua dimensione. Su una barca da crociera, per una traversata atlantica userete anche il motore per caricare le batterie. In fondo, il motore è il vostro sistema di ricarica più potente. Tuttavia la sua capacità di generare corrente dipende dagli alternatori e la capacità di assorbirla dal banco batterie. L’entrobordo ha un ruolo fondamentale come sistema primario o di riserva. Pertanto vi consiglio anche di leggere Motore entrobordo barca a vela: come gestire problemi comuni.

Motore Entrobordo Barca a Vela
Motore Entrobordo Barca a Vela

Sistemi di ricarica delle batterie durante una traversata atlantica

Anche di questo tema abbiamo già parlato nell’articolo sulla gestione della corrente a bordo di una barca a vela. Per calarci nel contesto di una traversata atlantica possiamo fare qualche considerazione aggiuntiva. Da un lato dobbiamo conoscere il nostro fabbisogno giornaliero, dall’altro decidere come soddisfarlo. Per una singola traversata 9 volte su 10 l’entrobordo con doppio alternatore e regolatore smart dell’alternatore sarà il nostro sistema principale. Tuttavia dobbiamo avere una valida alternativa o combinazione di alternative.

Alternatore con smart regulator
Alternatore con smart regulator

Rimanere senza corrente purtroppo è ormai un problema serio su una barca e dobbiamo poterlo evitare. Su una barca da crociera preprarata per una traversata atlantica possiamo valutare varie soluzioni. Le fuel cell delle barche da regata sono molto costose e raramente si trovano sulle barche da crociera. Si stanno vedendo sempre di più gli idrogeneratori che non erano molto utilizzati quando feci la OSTAR. Ne ho usato uno alla Global Ocean Race e mi sono trovato benissimo. Non costano poco ma si rivendono facilmente quindi potete installarne uno temporaneamente.

Idro-generatore
Idro-generatore

Per quanto riguarda i pannelli solari, avreste bisogno di tantissimi pannelli per renderli la vostra fonte primaria di energia. Se li installate, rendeteli perlomeno orientabili perchè la loro resa cambia moltissimo se rivolti verso il sole. Abbiamo scritto un articolo su come installare un pannello solare fotovoltaico orientabile.

Pannello solare fotovoltaico per barca a vela orientabile
Pannello solare fotovoltaico orientabile per barca a vela orientabile

Per quanto riguarda i generatori eolici molto dipende dalla rotta. Durante la mia OSTAR, prevedendo tanta bolina, ne avevo uno. Alla Route du Rhum 2010, invece, dove avremmo fatto più poppa, non aveva senso. Non lo installerei per fare una ARC o su rotte verso le Azzorre.

Generatore Eolico
Generatore Eolico

 

Scelta delle vele per una traversata atlantica

Anche su questo tema abbiamo già scritto un dettagliato articolo riguardo allo scegliere le vele giuste per le vostre esigenze. Nello specifico di una traversata atlantica su una barca da crociera vi direi vele in dacron, punto. Se non siete in regata, un set di vele recenti in dacron è perfetto. È molto meno suscettibile a strappi o logorii durante un colpo di vento. Potete maltrattarlo senza gravi conseguenze in caso di manovre affannate. Inoltre, se dovesse strapparsi, potrete cucirle e recuperarle, quasi in qualsiasi situazione. Portate nel vostro kit di veleria a bordo tante pezze di dacron adesivo con cui si fanno miracoli.

Regate: Il mio secondo posto alla Global Ocean Race
Visibile un lungo strappo sulla trinca cucito e rattoppato in navigazione alla Global Ocean Race

Per le vele di prua, ovviamente, troverei impensabile partire senza spinnaker. Ma su una barca pesante e dislocante ricordate che paga sempre fare la rotta più breve. Quindi, se vi trovaste in poppa senza spinnaker dovrete imparare a navigare con genoa tangonato. Ricordate però che la ritenuta del boma è importantissima navigando a farfalla, per evitare incidenti. L’errore da non commettere è dismettere gli spinnaker simmetrici a favore di quelli asimmetrici su una barca non planante. L’asimmetrico, o gennaker, vi costringe ad orzare per tenerlo gonfio, ma la barca dislocante non accelera a sufficienza.

Una barca da crociera deve poter poggiare con Spinnaker simmetrico
Una barca da crociera deve poter poggiare con Spinnaker simmetrico

Per le barche plananti il guadagno di velocità che si ha orzando con spinnaker asimmetrico giustifica la maggior distanza. Con barca da crociera a scafo dislocante questo non è il caso e per poter andare molto poggiati è essenziale lo spinnaker tradizionale. Dovrete quindi imparare a portare il vostro spinnaker simmetrico ben squadrato. In alternativa, magari per la notte, usare il genoa tangonato e boma con ritenuta, andando a farfalla. Sembra una andatura anacronistica, ma se la barca che avete è di 30 anni fa o dislocante le leggi della fisica sono ancora le stesse.

Attrezzatura di coperta per la gestione delle vele in una traversata atlantica

Sono molti gli argomenti che si potrebbero affrontare sotto questo cappello riguardante le vele. Uno degli aspetti più importanti è forse la gestione della trinchetta e della tormentina. Molte barche da crociera non hanno un modo agevole per armare queste vele. Questo è un problema serio, se anche la navigazione che volete affrontare diventa seria. Pensare di attraversare l’Atlantico con la sola possibilità di ridurre il genoa avvolgendolo è una follia. O meglio, può essere ridotto di una tacca o due dove lavora ancora con efficienza. Ma per il vento forte dovete armare una vela che lavori bene in quelle condizioni.

Navigazione con Randa e Trinca in Dacron
Navigazione con Randa e Trinca in Dacron

L’ideale è armare un secondo stralletto, stile cutter sul quale issare trinchetta e tormentina. Questo richiede di poter installare un attacco per un secondo strallo e la puleggia per una drizza. Il secondo strallo, se montato fisso, sarà molto fastidioso. Ad ogni manovra sarete costretti ad avvolgere e svolgere il genoa. Anche se lo rendete amovibile, vi rimane il problema che a riposo si trasformerà in una frusta d’acciaio. Difficile tenerlo a bada e soprattutto molto fastidioso e rumoroso se poi sbatte in continuazione contro l’albero.

La scelta migliore è di installare uno stralletto in tessile, ovvero in dyneema. Questa era la soluzione che avevamo alla Global Ocean Race ed era sicura, funzionale ed efficiente. Una soluzione più evoluta sarebbe quella di non avere uno stralletto ma di issare una trinchetta avvolta su cavo antitorsione. Questa soluzione già adottata sui Class40 più recenti permette di non avere neanche il problema dello strallo a riposo. L’operazione di cambio vela dalla trinchetta alla tormentina cambia leggermente, dovendo usare l’avvolgitore. Anche la tormentina dovrà avere un suo cavo antitorsione.

La tabella dei cambi vela durante una traversata atlantica

Nel preparare una traversata atlantica sulla vostra barca da crociera dovete aver ben chiaro il crossover delle vostre vele. Ovvero tracciare una tabella esausiva per ogni angolo ed intensità di vento che restituisca la combinazione di vele che intendete adottare. Questa tabella vi permette di valutare se vi siano andature sulle quali siete incerti nelle scelte. Per esempio molte barche possono non avere vele di prua per vento leggero come i Code Zero. Oppure come citato sopra, essere ai ferri corti con un genoa avvolto male in vento forte, inadatto ad una traversata atlantica.

Navigazione con tormentina e quattro mani di terzaroli
Navigazione con tormentina e quattro mani di terzaroli

Per ogni andatura e ogni intensità di vento dovete avere una combinazione di vele adatta. Non ho citato una cosa importante, alcune barche non hanno neppure la terza mano di terzaroli! Ci deve essere, al nostro giro del mondo abbiamo eliminato la randa di cappa in favore della quarta mano. Infatti, il cambio vela da randa terzarolata a randa di cappa sembra più adatta ai manuali che alla vita vera. Quando vi troverete a doverlo fare finirete per optare di stare senza randa. Questo rende impossibile risalire il vento, problema che si raddoppia se non avete una tormentina seria.

A proposito di cambi vele, abbiamo scritto a lungo in un altro articolo dedicato a barche da regata. I cambi vela su una barca da regata d’altura e il crossover vele. Immaginando la vostra traversata atlantica guardate anche i video a questi link su andature e la scelta delle vele:

Scelta del’autopilota o del timone a vento

Di questo argomento abbiamo parlato talmente dettagliatamente che vi consiglio la lettura di tutti i relativi articoli:

Alla mia prima traversata atlantica avevo sia un autopilota elettrico sia il timone a vento. Per quanto sia rimasto affascinato dal timone a vento anch’esso ha un costo non indifferente. È importante avere un autopilota efficiente ed affidabile ed almeno un livello di ridondanza. Ovvero potete navigare con un solo autopilota solo se avete anche il timone a vento. Altrimenti, dovete avere un autopilota primario ed uno secondario. Questo è sicuramente vero in equipaggio ridotto o solitaria, se siete in equipaggio potete prendervi il rischio di un solo autopilota.

Timoni a vento - Pen Duick III
Timoni a vento – Pen Duick III

L’autopilota elettrico richiede che abbiate fatto correttamente i vostri calcoli sui consumi elettrici in navigazione. Prima di fare una traversata atlantica, arrivandoci per gradi, dovreste avere informazioni certe e pochi dubbi. Provate una navigazione ininterrotta di 5-7 giorni senza scalo in autunno-inverno, vi aiuteranno a capire molte cose. Sarebbe auspicabile che di miglia ne accumuliate ben di più e soprattutto che testiate tutte le soluzioni a bordo. Non dovrete avere nulla di nuovo e mai sperimentato a bordo della vostra prima traversata atlantica.

Computer, software di navigazione, cartografici

Dalla mia prima transatlantica alla successiva Route du Rhum e al giro del mondo ho usato lo stesso piccolo PC. Si accende ancora ma mi sembra incredibile oggi che fosse quello tutto ciò di cui disponevo. Un Dell Mini 8 con 32GB di hard disk stato solido, carte nautiche su carte SD. Il sistema operativo era Windows XP e per le prime due traversate atlantiche ho usato il software MaxSea. Era una versione che girava all’epoca su internet, successivamente presi la versione ufficiale con chiavetta USB.

Ottimizzare la rotta con MaxSea
Ottimizzare la rotta con MaxSea

MaxSea non esiste più e si chiama Time Zero, esistono altri software come Expedition ed Adrena. Iniziano ad esisterne di open source e di free, specie per tablet. Dedicherò un articolo a questo argomento visto che le cose sono cambiate parecchio nell’ultimo decennio. Questo vale anche per i sistemi satellitari e alla prima traversata atlantica avevo solo un portatile. Era connesso con un cavo seriale al pc che dava sempre problemi. Mi limitavo a mandare email e scaricare i file delle previsioni meteo. Per le mail usavo Skyfile, e scaricavo i grib del meteo da saildocs.

Schermo secondario collegato al netbook con MaxSea alla Global Ocean Race
Schermo secondario collegato al netbook con MaxSea alla Global Ocean Race

Non avevo un cartografico ma solo le carte su pc e cartacee. Non esistevano ancora app come Navionics per telefonino o tablet. Oggi c’è molta più scelta ma se volete navigare ottimizzando la rotta vi serve un software con questa funzionalità. Sui principi base abbiamo scritto un articolo dedicato a cui vi rimando per approfondimenti.

Il piccolo Netbook nascosto e riparato nel cassetto del tavolo da carteggio
Il piccolo Netbook nascosto e riparato nel cassetto del tavolo da carteggio

Informazioni meteo a bordo e meteorologia applicata ad una traversata atlantica

Abbiamo scritto molto su questo argomento e potete partire leggendo: Informazioni meteo a bordo di una barca a vela. Vi consiglio vivamente poi il nostro Corso di Meteorologia Online completo per velisti, è il più esaustivo che troverete gratuitamente su internet. È la trascrizione di un corso che tenevo al Centro Italiano Vela d’altura in aula. Ho deciso di renderlo fruibile gratuitamente durante il lockdown da Covid. È una materia che mi affascina molto e spesso faccio commentari delle regate come la recente Vendée Arctique proprio in relazione al meteo.

Vendée Arctique - Percorso123
Vendée Arctique – Le fasi più critiche della regata

Oltre ai due articoli su Ottimizzazione rotta e interpretazione GRIB sul nostro sito trovate altre risorse. La scala di Beaufort in video – dalla calma piatta alla tempesta che vi dà un idea di quello che potreste affrontare. Attenzione però che i video sembrano sempre nulla in confronto a quello che si è visto in mare. La prospettiva della lente allarga e appiattisce e ovviamente perde il senso di movimento. Alcuni mi hanno scritto dicendo secondo loro il vento era meno di quello dichiarato. Purtroppo ricordo benissimo l’ansia, e basta guardare la configurazione delle vele per capire.

Burrasca
La burrasca che avremmo affrontato nelle 48 ore successive

In un altro articolo parlo proprio di una traversata atlantica in maggio da Stati Uniti a Francia. Si tratta di vita ed esperienza vissuta: Forte burrasca nelle prossime ore: come affrontarla? Se volete spingervi in mari più lontani trovate anche Capo Horn: affrontarlo durante una tempesta e doppiarlo. Anche qui l’analisi è soprattutto legata agli aspetti meteorologici, approfondendo la materia. Conoscere e saper interpretare il meteo è una responsabilità fondamentale di un comandante. Le implicazioni per la sicurezza della barca ed equipaggio sono evidenti.

Incidenti durante la traversata atlantica, problemi che potreste dover affrontare

Stilare una lista esaustiva qui sarebbe impossibile, preparatevi al peggio e sperate nel meglio. Dovete accettare che la vela è uno sport meccanico e che le rotture non sono “sfiga” ma la norma.

Marco Nannini – Disalberamento durante l’allenamento per la OSTAR 2009

Gestire problemi a bordo in sicurezza preservando vite e barca diventa parte dei compiti del comandante. Alcune situazioni sono solo la norma nella conduzione della barca, come una straorza o strapoggia. Altri vi costringeranno a gestire la situazione fino al ritorno a terra in sicurezza, come un disalberamento. Su questi temi abbiamo scritto vari articoli da cui attingere insegnamenti utili.

Disalberamento - British Beagle 2008 - Il boma recuperato per farne un albero di fortuna
Disalberamento – British Beagle 2008 – Il boma recuperato per farne un albero di fortuna

Gestione dei turni durante una traversata atlantica

Riguardo la questione dei turni di riposo non esiste una risposta unica, molto dipende dall’equipaggio. Anche la gestione del sonno è un fattore cruciale sia che siate in solitaria, in doppio o in equipaggio. I due temi si intrecciano perchè turni e sonno sono strettamente legati. Anche su questo argomento abbiamo scritto un articolo dedicato. Sonno polifasico: gestione turni in solitaria, in doppio o in equipaggio.

Gestione del sonno - Hugo Ramon
Gestione del sonno – Hugo Ramon

Partite dalla lettura di quell’articolo per poi provare a calarvi nella vostra realtà fatta di persone. Solo voi potete trovare la combinazione ideale per gestire i turni sulla vostra barca da crociera.

Tecnica ed altre risorse

Saper andare in barca e fare una traversata atlantica non dovrebbero essere cose distinte. Quindi alcuni articoli che abbiamo scritto vi dovrebbero essere utili a prescindere. Sono comunque tutti frutto di esperienze oceaniche dunque applicabili al vostro progetto di  traversata atlantica sulla barca da crociera.

Cime per Crociera
Cime per Crociera

Preparazione della barca per una traversata atlantica

Anche questo è un paragrafo che potrebbe costituire una guida a sè. Detto questo la vostra barca dovrebbe essere in ordine sia per navigare 500 miglia che per 5000. Potrei suggerirvi migliorie come sostituire il sartiame se non è recente. Fare un check completo di tutti i punti di usura meccanica come boccole del timone, trozza del boma, frenelli del timone. Ma sono accorgimenti che dovreste comunque avere come parte della buona pratica di manutenzione. Non credo questo argomento meriti un capitolo in particolare perché si parla di una traversata atlantica. Vi rimando però ad alcuni articoli che potrebbero esservi utili.

Dotazioni di emergenza

Su questo punto ci sono elenchi dettagliatissimi e ufficiali di ciò che è obbligatorio. Potete anche seguire le indicazioni fornite dalla World Sailing in merito alle regate in Categoria 1. Nel testo delle cosidette Offshore Special Regulations troverete tanti suggerimenti utili. Anche se non sarete in regata le prescrizioni date sono quasi tutte inerenti la sicurezza. Dunque sono applicabili alla vostra barca da crociera che facciate una traversata atlantica o meno. Scarica qui il pdf delle OSR Categoria 1 per monoscafi.

Epirp e PLB
Vari modelli di Epirp e PLB

Vi richiamo solo all’importanza di pensare attentamente alle situazioni di uomo a mare. Se siete in equipaggio dotatevi di PLB AIS, dei trasmettitori che indicheranno la posizione dell’uomo a mare sull’AIS di bordo. Questo ha il vantaggio di allertare anche tutte le barche in prossimità, massimizzando la probabilità di un pronto recupero del malcapitato. Se siete in solitaria potrebbe essere preferibile un PLB-EPIRB. Questo perchè la vostra barca non è più la più probabile soccorritrice. Se non c’è nessuno nei paraggi solo un Epirb personale vi dà una speranza.

Per finire, un tocco poetico

Per chi non ha mai fatto una traversata atlantica, l’esperienza sarà molto intensa. Lo sarà personalmente, interiormente, emotivamente e lascerà un segno indelebile nella vostra memoria. Se volete navigare con la fantasia ma anche apprezzare la forza di questa esperienza vi lascio con questi ultimi due articoli.

Isolamento e introspezione - Gli albatros dell'oceano Pacifico
Isolamento e introspezione – Gli albatros dell’oceano Pacifico

La vostra traversata atlantica sulla vostra barca da crociera (o da regata)

Sicuramente amplieremo questo articolo nel tempo aggiungendo altre risorse utili o paragrafi. A questo proposito vi invito a segnalarci qualsiasi cosa avreste voluto leggere che non avete trovato nell’articolo. Oppure se avete una domanda o un dubbio specifico scriveteci senza esitazione e faremo del nostro meglio per aiutarvi. Se avete un progetto di traversata atlantica offriamo anche servizi di consulenza mirata. Insieme potremo fare un piano di eventuali lavori per la vostra barca ed aiutarvi nella preparazione e realizzazione del vostro sogno.

Dalla Banca all'Oceano
Dalla Banca all’Oceano -Di Marco Nannini – Edizioni Longanesi

Nel negozio online trovate prodotti di fornitori affidabili, testati e su cui potete contare. Andando alla sezione promozioni potete parlarci del vostro progetto ed accedere ad una scontistica dedicata. Cerchiamo infatti di aiutare tutti ed abbiamo sempre un occhio di riguardo per chi vuole coronare un sogno come questo. Ci siamo passati noi per primi e conosciamo le difficoltà organizzative nonchè economiche. Siamo prima di tutto appassionati di mare e di vela e ci fa piacere mettere a vostra disposizione le nostre miglia navigate.

Marco Nannini al traguardo della Route du Rhum 2010
Marco Nannini al traguardo della Route du Rhum 2010

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